Gualtieri: «Roma abbandonata, cittadini sommersi dai rifiuti. Sarà decisivo il "mio" Pnrr per il rilancio della città»
di Marco Esposito

Gualtieri: «Roma abbandonata, cittadini sommersi dai rifiuti. Sarà decisivo il "mio" Pnrr per il rilancio della città»

Ad una settimana dall'apertura delle urne l'adrenalina inizia a fare capolino nel comitato di Roberto Gualtieri, candidato sindaco di Roma per il centrosinistra. Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono quelli emotivamente più intensi e i telefoni dei suoi collaboratori non smettono di squillare. A volte sono i programmi televisivi che chiedono la disponibilità per organizzare il confronto con Michetti per la settimana prossima, quella prima del ballottaggio. Tutti inviti – per ora – respinti al mittente. La scaramanzia e il buon senso impongono di rimandare tutto di qualche giorno.


 

La scrivania del candidato è invasa di fogli, slide, penne e taccuini. Ma l'ex ministro sembra avere tutto sotto controllo.


 

Gualtieri, che Roma ha trovato in questi mesi di campagna elettorale?
«È’ stata una campagna elettorale bellissima che ho voluto condurre sempre tra le persone, nei quartieri e nei mercati. Ho incontrato una città ferita e abbandonata. Ma anche una crescente fiducia nel cambiamento. Ho trovato cittadini che chiedono a gran voce servizi efficienti e una città pulita. Ma anche di riportare Roma al ruolo che spetta ad una grande capitale europea». 


Cosa l'ha colpita?
«La grande voglia di partecipazione. Mi ha colpito come in questi anni si sia sviluppata una rete di associazioni che si prendono cura del territorio»


Una supplenza ai compiti dell’amministrazione?
«Si, una supplenza rispetto a servizi non erogati». 


La cosa peggiore che ha visto?
«Mi ha colpito vedere decine e decine di luoghi del Comune abbandonati e inutilizzati, tipo il parco della Madonnetta ad Acilia. Abbiamo in città tanti edifici di proprietà del Comune chiusi e ormai in rovina. E ho visto troppe saracinesche abbassate».


Qualcosa di bello?
«La città più verde d’Europa con i parchi e le ville più belle di Parigi e Bruxelles».


I cittadini quando la incontrano cosa le chiedono?
«Di sistemare il problema dei rifiuti. Mi chiedono di pulire la città. Però quando spiego che la città ha bisogno di creare lavoro e di  nuove politiche sociali trovo grande entusiasmo. I romani vogliono che che la Capitale recuperi l’orgoglio e che torni ad essere una grande metropoli europea».  


Ha appena concluso un’iniziativa sulla città dei 15 minuti:  di cosa si tratta?
«È una città in cui tutti i cittadini in tutti i quartieri abbiano a 15 minuti di distanza i servizi di cui hanno bisogno».


Che tipo di servizi?
«Per essere più chiaro le faccio qualche esempio. A 15 minuti di distanza un cittadino deve avere un presidio socio-sanitario, un asilo e una scuola. Ma anche un centro culturale, un luogo di co-working, parchi e spazi verdi. Luoghi in cui siano accessibili gli snodi per il percorso su ferro. Una città della prossimità, insomma. Non parliamo solo di servizi vicini ai cittadini, ma anche della costruzione di una rete di solidarietà».


Torniamo ai rifiuti: se dovesse vincere in quanto tempo un romano potrebbe farsi una passeggiata in città senza la spazzatura accumulata vicino ai cassonetti?
«Noi abbiamo un piano che prevede una serie di tappe che vanno dalla pulizia immediata alla differenziata sopra il 50% in 18 mesi, fino alla riduzione della tari e alla chiusura del ciclo dei rifiuti al quinto anno. Il primo step farebbe vedere i risultati già dopo 6 mesi, e il superamento dell’emergenza è previsto in un anno e mezzo».

 

Il primo problema della questione dei rifiuti sono i cassonetti a Roma: sporchi, enormi, inaccessibili...
«È vero i cassonetti sono un problema e soprattutto sono in via di sparizione in tutto il resto d'Europa. Devono essere migliori, e vanno ridotti. La modalità ordinaria per raccogliere l’immondizia deve diventare il porta a porta che deve funzionare bene. Ci vorrà un po’, però».


 

Per far ripartire Roma serve una grande squadra. Da chi sarà costituita la sua?
«Per cambiare Roma servono 100 persone. Stiamo lavorando per una squadra di grande qualità e con persone competenti».


Ma è vero che Roma non è governabile come dice qualcuno?
«Il declino di questi anni ha indotto questa sensazione, ma non è assolutamente vero. Faccio sempre l’esempio dei vaccini. Abbiamo avuto la campagna vaccinale più efficiente d’Italia. Non è vero che non si può essere efficienti qui nella Capitale. Noi porteremo efficienza e saremo al contempo in grado di attrarre investimenti, imprese e talenti».


I suoi avversari l’accusano di aver fatto poco per Roma mentre era ministro e che nel Pnrr ci siano poche risorse per la Capitale. Cosa risponde?
«Che i miei avversari non hanno letto o non sanno leggere il Pnrr. È un’opportunità straordinaria per la città. Non possiamo permetterci di sprecarla, ci sono ingenti risorse aggiuntive per migliorare la vita dei cittadini».


Qualche esempio concreto di come le risorse del Pnrr possono incidere in meglio sulla vita dei romani?
«Ne posso fare decine. Potremmo creare un milione di alberi, 500 autobus elettrici, decine e decine di asili nido. I nuovi studios da 300 milioni per Cinecittà che può diventare la nuova Hollywood d’Europa. Potremmo comprare i tram, avere nuove tranvie. Potremmo rigenerare interi quadranti della città. E questi sono solo alcuni esempi concreti»


Tra pochi giorni si apriranno le urne. Che verdetto si aspetta?
«Ho delle sensazioni molto positive. Sento un entusiasmo crescente ma bisogna essere umili e fare la campagna elettorale fino all’ultimo minuto. Contiamo di arrivare al ballottaggio, magari da primi. Faccio un appello ai romani per dare alla città un sindaco all’altezza di una grande capitale europea».


Chi si aspetta come avversario al ballottaggio?
«Tutto farebbe pensare che sarà Michetti il mio avversario».

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 29 Settembre 2021, 09:44
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