Federico Lobuono, primo sfidante della Raggi: «Io, a 20 anni combatto la politica fatta solo di parole e chiusure»
di ​Marco Esposito

Federico Lobuono, primo sfidante della Raggi: «Io, a 20 anni combatto la politica fatta solo di parole e chiusure»

Classe 2000, un sogno nel cassetto: fare il sindaco di Roma. Lui è Federico Lobuono e da qualche giorno è il primo “sfidante” della Raggi alle elezioni comunali. 

Federico, perché si candida?
«Posso raccontare come è nato tutto. Eravamo con degli amici in un ristorante del centro di Roma e parlavamo della prossime comunali. Uno di noi ha proposto di fare una lista. Abbiamo studiato i dati: quante firme ci servono, quanti candidati, quanti soldi e abbiamo visto che era fattibile». 
Cosa vi ha spinto a farlo?
«Tutti si riempiono la bocca della parola giovani, parlano di futuro ma noi siamo anche il presente. Si parla spesso del nostro mondo senza saperne nulla».
Tipo?
«Ora tutti parlano di movida, tranne chi la movida la fa. Senza essere arroganti, vogliamo fare le nostre proposte. Le presenteremo il primo ottobre».
Destra o sinistra?
«Il nostro è un programma di centrosinistra».
Ha già fatto politica in passato?
«Sono stato iscritto al Pd e poi a Italia Viva».
E perché ha lasciato Renzi?
«Il problema sono i partiti: sono chiusi. Colpa di certi sottufficiali che hanno paura che qualcosa sfugga al loro controllo».
Si candiderebbe alla primarie del centrosinistra?
«No, il nostro progetto è diverso. E non penso che ci saranno».
Reazioni alla sua candidatura?
«Un botto: abbiamo tantissime persone che si vogliono candidare con noi»
Sui social qualcuno l’ha attaccata...
«Vero, è arrivato qualche insulto. Ma quello che non sopporto sono gli insulti a mia madre. Lei non c’entra nulla, è un’impiegata. Mi sono sentito responsabile, guardarla in faccia mentre la riempivano di improperi non è stato facile».
Federico, dove è nato?
«A Lecce, ho vissuto quindici anni a Bari, da cinque sono a Roma»
In che quartiere abita? 
«Ora con mamma ci siamo trasferiti a Monti, prima stavamo al Pigneto».
Alla Raggi cosa direbbe?
«Sul tema della legalità, penso ai Casamonica, dico che ha fatto un lavorone. Per quanto riguarda i servizi sono stati commessi degli errori, come è stato un errore dire di No alle Olimpiadi»
Perché un romano dovrebbe votare un ragazzo nato a Lecce e che vive a Roma da cinque anni?
«Non è detto che solo un romano possa essere un buon sindaco, l’importante è amarla questa città».
Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Settembre 2020, 19:11
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