Tanzilli (Federalberghi): «A Roma mancano troppi stranieri. Gli italiani? Nelle seconde case»
di Lorena Loiacono

Tanzilli (Federalberghi): «A Roma mancano troppi stranieri. Gli italiani? Nelle seconde case»

Tommaso Tanzilli, presidente Ebtl e direttore di Federalberghi: come sopravviveranno gli alberghi romani a questa crisi di presenze?
«Circa 600 alberghi su 1200 sono chiusi e quegli aperti, che raccolgono quindi tutto il turismo in arrivo, sono occupati al massimo per un terzo della capienza. Spesso per un quarto, nonostante si stiano applicando tariffe molto basse. Il momento è molto difficile per tutti, vedremo come si riuscirà a superare questa crisi, tra sostegni e affitti: molti contano di non riparire prima di marzo 2022».

 


Nel Lazio però c'è movimento: come mai altre località riscuotono più interesse della città eterna?
«Perché ci sono stranieri in misura molto modesta. Gli italiani restano nella regione di residenza: quindi sono molto quotati gli alberghi del Circeo, Sabaudia e Sperlonga, sulla costa meridionale, mentre al Nord hanno una bella forza attrattiva località come Tarquinia e Montalto di Castro».

 


Anche gli affitti sono sold out?
«Le seconde case vanno per la maggiore, anche più d un anno fa. In questo caso i romani restano vicino alla Capitale, una scelta utile anche per eventuali impegni di lavoro, e tra le favorite Fregene, Anzio e Nettuno. Dove ormai è difficile trovare una casa in affitto per agosto».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Luglio 2021, 08:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA