Expo, Roma si candida per l'edizione 2030. «Una città aperta tra storia e futuro»
di Elena Gianturco

Expo, Roma si candida per l'edizione 2030. «Una città aperta tra storia e futuro»

Via alla sfida per l'esposizione mondiale. In gara anche Mosca, Busan, Odessa e Riad

Roma in corsa per ospitare l'Expo 2030. La candidatura è stata presentata ufficialmente ieri di fronte all'Assemblea generale del Bureau International des Expositions (Bie) che dovrà decidere la sede dell'evento nel 2030. Dopo Expo Milano, l'Italia potrebbe nuovamente accogliere l'esposizione mondiale.

 

 


A sfidare la Città Eterna ci sono Mosca (Russia), Busan (Corea del Sud), Odessa (Ucraina) e Riad (Arabia Saudita), che tenteranno nei prossimi mesi di superare il progetto italiano Persone e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione, che propone Roma come modello di «città intelligente» del futuro. Una metropoli che ha saputo rinnovarsi tutelando la propria vocazione artistica, scientifica e culturale. «Tutte le strade portano a Roma' è l'antico detto. Ancora oggi la Città Eterna accoglie più di 30 milioni di turisti all'anno. Gestisce grandi eventi, come il Giubileo 2016, che ha attirato più di 20 milioni di persone. Il prossimo Giubileo del 2025 rappresenterà un ponte verso Expo 2030», ha detto il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, nel presentare la candidatura al Bureau.

 


Storia millenaria, cultura, verde, inclusione e dinamicità; per il sindaco Roberto Gualtieri «Roma è il luogo ideale» per Expo 2030. Cinque su tutte le ragioni per cui merita di vincere. «Roma è una città unica che mostra la sua storia di migliaia di anni», qui ha spiegato Gualtieri durante la presentazione «si può osservare come si sono evoluti nei secoli i rapporti tra i popoli e i loro territori»; «è la città con la cintura verde più estesa al mondo»; «è un bastione della cultura e della scienza»; «è tradizionalmente una città aperta e inclusiva»; infine il Giubileo del 2025 «manderà un potente messaggio di inclusione, solidarietà e speranza». 
Saranno gli Stati membri del Bie (169) ad esaminare i dossier dei candidati ed eleggere il Paese che ospiterà l'Expo mondiale. Per vincere l'assegnazione sono necessari i due terzi dei voti al primo turno. Se nessun candidato li ottiene, viene eliminato l'ultimo e così via fino a quando ne restano solo due. A quel punto vince chi conquista la maggioranza semplice.
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Dicembre 2021, 07:47
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