Entravano nelle case degli enti, sgominata la "gang del Quadraro"
di Emilio Orlando

Entravano nelle case degli enti, sgominata la "gang del Quadraro"

Occupavano le case di enti e fondazioni e le affittavano in nero. La Gang del Quadraro, come l’ha ribattezzata la Polizia, è stata però sgominata con un’importante operazione del commissariato Tuscolano. 
Dietro i sequestri e gli sgombri degli immobili, dove abitavano persone e famiglie che non ne avevano alcun titolo, potrebbe esserci l’ombra del racket delle occupazioni abusive che assegna, dietro il pagamento di somme di denaro, alloggi che dovrebbero essere destinati a chi ne ha fatto regolare domanda. In gergo vengono definiti ladri di case. I poliziotti che hanno portato a termine il blitz l’hanno battezzato “Operazione case sicure”. 
Sono cinque le abitazioni sequestrate dagli agenti del commissariato Tuscolano, che con un paziente lavoro di intelligence investigativa, stanno riportando la legalità nei patrimoni immobiliari pubblici. Un duro colpo alla malavita che “gestisce” l’emergenza abitativa è stato inflitto dalle forze dell’ordine dopo un’ indagine iniziata nel mese di dicembre e tutt’ora in corso. Proprio a fine del 2018 il ministro degli Interni Matteo Salvini, aveva emanato una circolare dove sollecitava gli uffici di polizia attraverso le squadre informative dei commissariati ad effettuare censimenti sui residenti irregolari degli immobili pubblici, anche attraverso l’analisi dei redditi di chi li occupa. Invasione di terreni o edifici, violazione di domicilio e furto sono i reati contestati agli abusivi che abitavano da anni nelle case di via San Giovanni Bosco, via Caio Sulpicio e via Flavio Stilicone, tutti nel quartiere romano di Cinecittà, dove c’erano anche diversi minorenni. Tutte le operazioni, dalla fase iniziale a quella in cui sono stati eseguiti i provvedimenti, sono state fatte senza creare problemi di ordine pubblico. La complessità dell’ambiente in cui sono maturate le occupazioni abusive, insieme alle le problematiche sociali ed ambientali che accomunano tutti gli occupanti illegittimi, potevano innescare disordini e proteste. Cosa che non è avvenuta grazie ad un’opera di mediazione degli agenti. Le indagini, che hanno messo in luce uno spaccato di prevaricazione nei confronti di soggetti deboli che non potevano usufruire del beneficio di pagare l’alloggio a prezzi agevolati, hanno setacciato diverse posizioni con l’utilizzo delle banche dati informatiche dei detective, passando ai raggi X tutti gli abitanti. 
Mercoledì 13 Marzo 2019, 06:20
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