Elio Germano e il regista Omar Rashid in The Italian baba allo Spazio Rossellini a Roma
di Simona Santanocita

Elio Germano: «Rifiuto i social ma vi porto in viaggio virtuale. E spirituale»

Voce narrante della rough copy del film The Italian Baba, La mia Grotta in India allo Spazio Rossellini, nell’ambito del progetto Realtà Virtuale, Elio Germano guiderà il pubblico in un angolo di mondo sconosciuto in cui vivere in modalità immersiva avventura e spiritualità.

Cosa rappresenta The Italian Baba? 
«È il proseguimento dell’attività di collaborazione con il regista Omar Rashid nell’ambito della realtà virtuale rispetto alla quale stiamo realizzando diversi progetti e in questa occasione ci è stato chiesto di condividere una copia lavoro del film, quindi una fase non finita».

Dove conduce il film?
«Fa immergere gli spettatori nei lontani paesaggi indiani alla ricerca di una guida, un guru, per un viaggio interiore che segue le parole del testo A Piedi Nudi sulla Terra di Folco Terzani».

Qual è l’aspetto interessante di questo cammino? 
«Che la ricerca spirituale non distingue il tipo di fede ma è trasversale e abbraccia ogni religione».

Sta girando l’Italia anche per un altro spettacolo 
«Sì, è intitolato Segnale d’allarme – La mia battaglia, una sorta di teatro virtuale, che permette al pubblico attraverso i visori di entrare nella narrazione in contemporanea con le proiezioni che vive in prima persona».

Quali sono i pregi della realtà virtuale? 
«Il forte impatto emotivo, lo scuotimento che a volte non avvertiamo più neanche davanti alle scene di guerra e violenza proposte ogni giorno dai tg alle quali sembra ci si sia assuefatti».

In questi giorni è uscito nelle sale L’uomo senza gravità di cui è protagonista. 
«Sarà nelle sale fino ad oggi e poi su Netflix dal primo novembre».

Chi interpreta? 
«Oscar, un uomo che fin da bambino non riesce a stare ancorato a terra il suo corpo non obbedisce alla gravità e che subisce il disagio e il dono della sua condizione con tutto ciò che ne consegue sul piano personale e rispetto alla società».

In questo momento è sul set de L’Incredibile Storia dell’Isola delle Rose.
«È un film originale Netflix, tratto dalla storia vera di Giorgio Rosa e dello Stato indipendente che fondò nel 1968 al largo di Rimini, fuori dalle acque territoriali».

È vero che non ha alcun profilo social? 
«Sì molti considerano questa scelta assurda; ma io reputo più assurdo che magari si tema il mendicante e non il fatto di regalare tutti i nostri dati a delle multinazionali che fanno business. Quello sì che mi mette molta paura».
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Mercoledì 23 Ottobre 2019, 07:35
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