Diabolik, per l'omicidio dell'ultrà laziale c'è un sospettato: è latitante
di Emilio Orlando

Diabolik, per l'omicidio dell'ultrà laziale c'è un sospettato: è latitante

C’è un sospettato. I poliziotti sanno nome, cognome e soprannome. È romano e legato all’ambiente del narcotraffico. Per l’omicidio di Diabolik, il leader degli Irriducibili freddato ad agosto si è arrivati alla svolta investigativa. Fabrizio Piscitelli, assassinato su una panchina del parco degli Acquedotti a Roma lo scorso 7 agosto con un colpo di pistola sparato dietro la nuca all’altezza dell’orecchio.

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Le indagini della sezione omicidi della squadra mobile della questura, che indaga per omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso, sembrano esser arrivate a un punto chiave. Si sta stringendo attorno ad un sospettato che al momento è irreperibile. Il killer, leggermente zoppo ad una gamba, che ha sparato con la pistola quasi a bruciapelo, si sarebbe avvicinato a Diablo e lo avrebbe freddato a tradimento senza dargli nemmeno il tempo di reagire. A poca distanza c’era anche l’autista cubano, con un passato di addetto alla reception di una struttura religiosa della Capitale e guardia spalle di troupe televisive impegnate in inchieste giornalistiche. Lo straniero che lavorava alle dipendenze di Piscitelli da una settimana e che ha assistito all’ esecuzione ha fornito agli investigatori elementi utili oltre che per ricostruire la dinamica, anche per l’identificazione del presunto assassino.

La moglie di Diabolik e i familiari hanno riferito anche loro particolari che sembrano combaciare con il racconto del testimone oculare. La telecamera di video sorveglianza del palazzo di fronte alla scena del crimine ha immortalato e restituito alla polizia le immagini della fuga del sicario. Gli esami antropometrici sulla sagoma che fuggiva verso il marciapiedi opposto alla panchina dove giaceva il cadavere, sembrano anche avvalorare i racconti delle tante persone che a quell’ ora frequentavano il parco.

La fuga in moto è stata ripresa anche da altre telecamere installate nell’ isolato. Il delitto così efferato del leader della Curva Nord sembra maturato per vecchie ruggini che correvano fra i due. La ricostruzione allontana quella che gli investigatori definiscono come «una barzelletta», la storia dell’oro africano tirato in ballo da Fabio Gaudenzi. Questa ipotesi è stata accantonata dalla Procura. Nelle prossime ore potrebbero esserci colpi di scena.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 4 Ottobre 2019, 19:07
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