De Vito, il riesame: «Barattava il suo ruolo con interessi privati»

De Vito, il riesame: «Barattava il suo ruolo con interessi privati»

Il tribunale del Riesame di Roma ha confermato gli arresti per l'ex presidente dell'Aula Giulio Cesare Marcello De Vito. Secondo i giudici l'ex esponende del Movimento 5 Stelle «Agisce barattando il suo ruolo, operando in maniera tale da funzionalizzare i propri poteri agli interessi dei privati, mostrando una elevata capacità di incidere ed indirizzare gli atti espressione di uffici formalmente diversi dal proprio».


Nelle motivazioni con cui hanno confermato il carcere per l'ex presidente dell'Assemblea capitolina arrestato il 20 marzo scorso per l'accusa di corruzione, i giudici aggiungono «Nel caso di specie risulta evidente che il De Vito ha attivato ed agito proprio sulla scorta dei propri poteri e della propria funzione istituzionale intervenendo direttamente sugli assessori ed i relativi funzionari amministrativi». Per i magistrati, «De Vito gode di notevole credito nel circuito del M5S e nel Comune di Roma e il suo peso specifico, non semplicemente di mero indirizzo politico ma dotato di una concreta capacità di alterare la naturale o diversa composizione degli interessi pubblici gestiti a cagione del proprio ruolo e a prescindere dalle specifiche competenze del proprio ufficio, risulta significativamente dimostrato dalla circostanza di essere riusciti a collocare nelle multiservizi Acea un uomo di sua fiducia interloquendo a riguardo in maniera paritaria con Luca Lanzalone. Dimostrando di essere in grado di andare oltre le proprie specifiche competenze, De Vito ha contribuito in maniera decisiva alla nomina dell'ad (Donnarumma, ndr) di Acea, feudo di Lanzalone, per la quale nomina viene personalmente ingraziato da quest'ultimo».
Venerdì 17 Maggio 2019, 18:31
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