Scuola, a Roma torna l'incubo Dad. Presidi alla Regione: «Regole certe per quarantene e tamponi»

Scuola, a Roma torna l'incubo Dad. Presidi alla Regione: «Regole certe per quarantene e tamponi»

di Lorena Loiacono

Nella giungla delle regole anti Covid, dove c’è chi va in quarantena e chi no, a Roma la Scuola rischia di andare in tilt. I presidi alzano l’allerta e scrivono direttamente al governatore Zingaretti: «La Regione Lazio intervenga, servono indicazioni chiare: i contagi stanno aumentando». Infatti il nuovo protocollo sicurezza, creato per semplificare e limitare le quarantene delle classi, non riesce ad andare a regime perché il percorso di tracciamento delle Asl, di fatto, non parte. O, prer lo meno, il sistama sanitario locale non viaggia in sintonia. 
La nuova regola prevede che la classe va in quarantena solo al terzo caso positivo: con un solo “contagiato” si fa il tampone al primo giorno (il cosiddetto “Tzero”) e l’esame si ripete al quinto giorno Il “T5”), mentre con due casi di positività nella stessa classe si procede tramite “Tzero” e “T5” per i vaccinati mentre gli altri vanno in quarantena. 
Il problema? Fare il “Tzero” immediatamente. In attesa della Asl e senza il tampone registrato dalla struttura pubblica, infatti, la scuola decide di mettere tutti in dad. E così poco cambia rispetto allo scorso anno, anzi c’è addirittura più caos. 
«Le Asl non stanno procedendo in modo uniforme – denuncia Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio - alcune applicano i nuovi protocolli, altre continuano con la classe intera in quarantena al primo caso di positività. Pertanto si ricevono risposte diverse dai vari distretti. E viene lasciata al dirigente scolastico la discrezionalità sulla sospensione della didattica, però senza indicazioni su quando attivarla». Il ritardo delle Asl provoca quindi un ritardo nell’avvio del tracciamento e, inevitabilmente, saltano i tempi di sicurezza: «Così è impossibile – spiega la preside del liceo Newton - gestire i tamponi “Tzero” e “T5”, che finiscono per sovrapporsi e non si riescono ad avere i rispettivi esiti in tempi opportuni. Con i contagi in crescita». I dirigenti hanno quindi sollecitato Nicola Zigaretti e gli assessori alla Salute (D’Amato) e alla Scuola (Di Berardino) a «chiarire con urgenza la situazione».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 17 Novembre 2021, 10:41
© RIPRODUZIONE RISERVATA