Il canaro della Magliana: il fascino oscuro di Roma
di Paolo Travisi

Il canaro della Magliana: il fascino oscuro di Roma

Poco più di trent’anni fa (il 18 febbraio 1988) il delitto del canaro della Magliana sconvolse Roma. Un omicidio atroce compiuto da un uomo, Pietro De Negri, sfinito dalle vessazioni di un-ex pugile, Giancarlo Ricci. La rabbia si trasformò in vendetta. Dei particolari indicibili, si parlava nei bar, leggendo la cronaca nera dei giornali. Per tre decenni il silenzio. De Negri, scontata la pena, aveva chiesto di essere dimenticato.

Oggi due libri e due film in uscita nello stesso periodo ripercorrono quella vicenda. Dogman di Matteo Garrone partecipa a Cannes. Rabbia Furiosa di Sergio Stivaletti, uscirà a giugno.
«Ho incontrato molte persone che conoscevano er canaro, sapevano che stavo girando il film e volevano raccontarmi i particolari. Poi mi sono documentato, per avere altre ispirazioni, ma la vicenda reale, nel mio film, c’entra poco» considera Stivaletti, romano, esperto di effetti speciali e stretto collaboratore di Dario Argento, al suo terzo film con Rabbia furiosa.

Più che la cronaca, il regista ha raccontato una storia di fantasia nella periferia romana. «La preferisco alla realtà che non mi piace molto. Dario Argento mi ha insegnato che anche la coltellata è spettacolo, perché non è vera, ma solo immaginata». La chiave del film è un’amicizia malata.

«Quando vediamo il protagonista che si vendica, siamo dalla parte di chi si fa giustizia da solo. Non possiamo negare che un pizzico di ribellione ci sia in ognuno di noi, quel desiderio di rivalsa di fronte alla vessazione» ammette Stivaletti. 

Il ruolo del canaro è andato a Riccardo De Filippis, che nella serie Romanzo Criminale era Scrocchiazeppi, uno della banda della Magliana. «Sono ruoli che ti danno la possibilità di sfiorare sentimenti universali come la vendetta e la rabbia che tutti provano nella vita. Ma si lavora molto d’istinto perché certe cose sono difficili da immaginare» sottolinea l’attore, che ha le idee chiare sull’interesse che suscita questa storia oggi. 

«Da un po’ di tempo le vicende di cronaca nera romana hanno funzionato. Dopo Romanzo Criminale, hanno fatto Suburra, Mafia Capitale, quindi è evidente l’attenzione verso il lato oscuro di questa città. E non è un caso che due registi abbiano fatto un film sul canaro. Questione di marketing, ma credo anche che oggi la gente abbia digerito questa storia. Per me il giudizio però resta negativo».
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DOGMAN
È il film di Matteo Garrone sul canaro della Magliana, attualmente in concorso a Cannes dove il regista è stato premiato due volte per Gomorra e Reality. Per il ruolo del tosatore di cani è stato scelto Marcello Fonte, attore calabrese, visto durante le prove di uno spettacolo per ex detenuti, mentre Edoardo Pesce, noto per la parte di Ruggero Buffoni nella serie Romanzo Criminale, interpreta Giancarlo Ricci, l’ex-pugile dilettante, bullo della Magliana, torturato ed ucciso dal canaro nel febbraio del 1988.

I VERBALI
È dai verbali della confessione che prendono spunto Massimo Lugli e Antonio Del Greco, all’epoca cronista e poliziotto. Martedì, alle 18, verrà presentato alla Feltrinelli Appia.

IL MEMORIALE
Scritto dal canaro fin dai primi giorni di carcere: la storia di una vedetta raccontata e romanzata da Luca Moretti. Questo libro ha ispirato il film di Matteo Garrone.
Venerdì 11 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 07:05
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