Abusi su una campionessa olimpica, tre calciatori condannati a cinque anni. «Ci facciamo un selfie?», poi la violenza

Il gruppo avvicinò l'atleta in un locale di Trastevere, a Roma, per poi palpeggiarla nelle parti intime

Abusi su una campionessa olimpica, tre calciatori condannati a cinque anni. «Ci facciamo un selfie?», poi la violenza

di Mario Antoni

Prima l'adescamento con la scusa di scattarsi un selfie poi, per una campionessa olimpica è cominciato l'incubo. In tre l'hanno accerchiata ed hanno cominciato a palpeggiarla nelle parti intime. Ieri il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Roma, ha condannato con rito abbreviato a cinque anni e quattro mesi tre trentenni accusati di violenza sessuale di gruppo. I tre sono tutti calciatori di società sportive dilettantistiche della Sardegna, che si trovavano nella Capitale per alcuni tornei. Il fatto risale al 6 febbraio del 2022 ed è avvenuto, a Trastevere davanti a diversi testimoni.

Campionessa molestata a Roma

La donna, vittima della violenza, trovò il coraggio di denunciare ai carabinieri l'accaduto dopo due settimane. La giovane campionessa, più volte salita sul podio alle Olimpiadi, si trovava in compagnia di alcuni suoi amici all'interno di un locale molto in voga della movida trasteverina. Seduti a un altro tavolo c'erano i tre ragazzi condannati ieri, originari della provincia di Oristano, che dopo averla riconosciuta, le si sono avvicinati e le hanno chiesto di scattare una foto insieme.

Approfittando della situazione inizialmente goliardica, con un gesto improvviso, si legge nel capo d'imputazione formulato dalla procure della Repubblica di Roma: «hanno inserito le mani nel pantalone della vittima, dopo averla accerchiata» come un branco, costringendola a subire un «palpeggiamento delle parti intime».

La lite


Subito dopo la violenza, la campionessa olimpionica ha raccontato alle persone che erano in sua compagnia nel locale l' accaduto. Gli amici hanno poi chiesto spiegazione ai calciatori, e ne nacque prima una discussione poi una lite, dove sono volati insulti e spintoni. In quel momento i titolari del pub hanno chiamato i carabinieri che hanno identificato i partecipanti alla zuffa. E' stato grazie all'identificazione degli investigatori, che dopo la denuncia della vittima si è potuto risalire ai responsabili dell'orribile vicenda.


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Ultimo aggiornamento: Giovedì 30 Maggio 2024, 15:10
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