Atac, febbre da cavallo sui bus: temperature oltre i 40 gradi a bordo
di Lorena Loiacono

Atac, febbre da cavallo sui bus: temperature oltre i 40 gradi a bordo

«Sì, sì. Salite a bordo che ve portamo alle terme». Una voce dal fondo dell'autobus Atac 170, ieri, accoglieva così i passeggeri che, spingendo sulle porte della vettura, cercavano di salire bordo, con il bus stracolmo. Neanche il tempo di chiedersi che cosa volesse dire quella frase e, in un attimo, il malcapitato passeggero viene investito da un'afa soffocante.
Ecco cosa voleva dire: non si respirava su quel bus, neanche fosse stata una sauna. E il viaggio è andato avanti tutto così, attraversando il Centro con un saliscendi di turisti fino alla stazione Termini. E il termometro, che rilevava 38 gradi sotto il sole, a bordo del 170 ne registrava 39,2. Praticamente l'inferno. Restando a bordo qualche minuto in più, l'apparecchio digitale raggiungeva i 40 gradi. Ogni volta che si aprivano le porte, la solita voce commentava «senti che arietta». Ma poi la corsa riprendeva, con la sauna. Anche per questo motivo, gli autisti dell'Atac hanno indetto uno sciopero per il 20 giugno prossimo: le condizioni di viaggio, senza aria condizionata, sono insostenibili.
Per i passeggeri e per chi, sul bus, ci lavora e ci deve restare almeno 6 ore. Ma il 170 non è certo un caso isolato. Anche il bus H, quello che fa il giro degli ospedali romani, pieno fino all'inverosimile offriva una temperatura interna di 38 gradi. Fuori ne faceva poco più che 37. «Dai su - commentava a bordo, una signora sui 70 anni - che tanto andiamo tutti all'ospedale». Qualcuno rideva, qualcun altro no. Il caldo mozzava il fiato.
Risultato? I passeggeri scendevano dal bus stravolti. E non è un caso infatti che, sotto le pensiline dei bus alla stazione Termini, girano dei venditori ambulanti che offrono bottigliette di acqua fresca a un euro. Rigorosamente abusivi, si avvicinano ai passeggeri e a bassa voce propongono l'acqua, per non farsi vedere dalla volante della polizia ferma poco più in là. Stessa atmosfera a bordo del 70 che, alle 4 del pomeriggio, con 37 gradi al sole raggiungeva una temperatura interna di 38,1 gradi. I turisti, in canottiera e calzoncini, scendono dal bus e si bagnano la testa con l'acqua delle bottiglie. I romani non possono farlo, non se poi devono andare a lavorare. Eppure basterebbe sistemare l'aria condizionata per permettere ai passeggeri di arrivare a destinazione in condizioni decenti. Ad esempio nello stesso orario, a bordo della linea 64 lungo via Nazionale un bus con l'aria condizionata in funzione, nonostante fosse pieno, offriva una temperatura di 30 gradi. Fuori ce ne erano 32. Caldo sì, ma sopportabile.
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Martedì 11 Giugno 2019, 05:01
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