Arianna Rea, disegnatrice Disney: «Questo è il momento giusto, siate creativi»
di Valeria Arnaldi

Arianna Rea, disegnatrice Disney: «Questo è il momento giusto, siate creativi»

Fogli, matite e Rete. Divisa tra docenze on line e tavolo da disegno, Arianna Rea, classe 1979, disegnatrice Disney, illustratrice, character designer e docente della Scuola Romana dei Fumetti come vive l’emergenza Covid
«La produzione di fumetti e illustrazioni non si è fermata. Come creativi, la nostra vita è cambiata ma non molto. Nei primi giorni, la concentrazione era minore, me lo hanno confidato anche molti colleghi. Io fortunatamente, come insegnante, ho pure il mondo della scuola». 

Le manca? 
«Molto, ma abbiamo creato un gruppo su Facebook, gratuito, per garantire continuità alla didattica e rapporto umano. Facciamo le lezioni E in chat gli studenti ci fanno domande e si confrontano tra loro, anche tra classi diverse. È stimolante». 

Un “test” utile per fare qualcosa di simile a scuola riaperta? 
«Sicuramente è da prendere in considerazione. Gli stati di emergenza portano sempre a trovare idee. I ragazzi sono contenti dell’ulteriore confronto. Pure noi insegnanti». 

Come incide l’emergenza sulla creatività? 
«La creatività consente di prendere energia da quello che si fa. Questo è il momento per raccogliere idee, emozioni e creare».

A cosa sta lavorando?
«A tre libri Disney. Sto portando avanti le principesse bambine, Disney Princess Beginnings. E Rocky Mozart, fumetto cui tengo molto, che esce in Francia su Spirou. È la storia di una ragazzina con i genitori separati, la madre insegna musica, il padre boxe, lei ha grande sensibilità e un piglio da maschiaccio. Un po’ mi rappresenta. Da piccola, suonavo. Per disegnarla al piano, ho ricordato le mie sensazioni». 

E guardando al domani? 
«Mi piace dare vita a nuovi personaggi e mondi. Ho già alcuni sceneggiatori con cui farlo. Ci vedremo in video call per buttare giù idee. Penso a un target non di bimbi, ma con qualche anno in più».

Il coronavirus potrebbe essere fonte di ispirazione? 
«Immaginare un personaggio costretto alla clausura che segue regole che decide di darsi in autonomia potrebbe essere interessante, però con il fine di tornare tra gli altri, insomma di usare il momento per migliorarsi».
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Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Marzo 2020, 09:22
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