Andrea Bernaudo, candidato sindaco di Roma: «Liberare Roma dalla burocrazia statalista. Al centrodestra dico: collaboriamo»
di Marco Esposito

Andrea Bernaudo, candidato sindaco di Roma: «Liberare Roma dalla burocrazia statalista. Al centrodestra dico: collaboriamo»

Andrea Bernaudo ha una pazza idea: fare il sindaco di Roma. Leader dei liberisti italiani, dopo anni di battaglie politiche all’insegna dei principi liberali, ha deciso di “fare la rivoluzione liberale”, quella lanciata da Silvio Berlusconi e che – sostanzialmente – non ha mai visto la luce. E vuole partire dalla Capitale.


Perché ha deciso di candidarsi sindaco di Roma?
«Con il movimento Liberisti Italiani crediamo che le comunali di Roma siano una battaglia fondamentale per le nostre idee e per i nostri obiettivi politici».

 


E quali sarebbero?
«Liberare l’Italia dallo statalismo. Roma rappresenta il fallimento dello Stato imprenditore. Il comune di Roma è una sorta di holding con innumerevoli centri di costo, si occupa di tutto. Ma poi quando ti confronti con la burocrazia perché ti serve un permesso hai a che fare con uffici di stampo sovietico. La politica deve decidere non deve gestire in prima persona i servizi come i rifiuti o i trasporti» 

 


Lei vorrebbe privatizzare Ama e Atac?
«Vanno fatte le gare per affidare questi servizi, ma non sono io a dirlo, lo dice l’Europa. Roma Capitale continua a far gestire trasporti e rifiuti da aziende ultraindebitate e che hanno fallito la loro mission. Vorrei chiedere ai romani che ne pensano di questi servizi».

 


C’è stato un referendum sulla privatizzazione dell’Atac che è stato un flop...
«È stato oscurato dai media. E chi è andato a votare per l’80% ha votato a favore».

 


Che giudizio da dell’amministrazione Raggi?
«Quello che è accaduto a Roma è sotto gli occhi di tutti, criticare la Raggi è come sparare sulla Croce Rossa».

 


Lei è capo di un’associazione che riunisce circa ventimila partite Iva. Roma è raccontata ancora oggi come la città del privilegio del dipendente statale. È un identikit che ancora la rappresenta?
«Questo lo dice solo chi Roma non la conosce. Chi la frequenta sa che Roma è stracolma di professionisti, di partite Iva e di lavoratori autonomi. Roma sta rischiando di morire, ma per problemi burocratici e perché tante aziende importanti l’hanno abbandonata negli ultimi mesi»

 


Lei è un liberale, che nasce con Forza Italia. La stupisce che il centrodestra ancora non abbia individuato un candidato?
«Da quello che ho letto la situazione è ancora in alto mare, ma credo si debbano abbandonare i particolarismi e ragionare insieme sul programma per Roma. Noi stiamo raccogliendo un grande entusiasmo nel mondo delle professioni e del tessuto produttivo. Stiamo studiando con esperti dei vari comparti un programma rivoluzionario sul quale vorremmo ragionare con tutti. Dobbiamo restituire a questa città il ruolo che merita a livello internazionale. Noi siamo pronti ad aprire un tavolo di dialogo sulla rivoluzione amministrativa che serve a Roma Capitale».

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Novembre 2020, 15:05
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