Adrian ucciso a Primavalle, ipotesi faida tra bande di narcos. La vittima lavorava in un locale a Ponte Milvio

Adrian ucciso a Primavalle, ipotesi faida tra bande di narcos. La vittima lavorava in un locale a Ponte Milvio

di Emilio Orlando

Il rischio è che possa esplodere una guerra tra bande di narcotrafficanti dell’Est dopo l’omicidio di Adrian Pascu, avvenuto sabato mattina. Anche perché la faida criminale, tra albanesi associati malavitosi emergenti e vecchi boss romani nell’ambito dello spaccio di droga, ha già lasciato una lunga scia di sangue. Proprio l’uccisione del romeno, freddato con tre colpi di pistola davanti l’ascensore della sua abitazione in via Francesco Maria Greco 29 tra i quartieri Aurelio e Primavalle, ne è la conferma. 


La vittima, dipendente di una pizzeria a Ponte Milvio, era pregiudicato (oltre che per furto) anche per spaccio di stupefacenti. Proprio su quest’ultimo elemento, emerso nel suo curriculum criminale, gli investigatori della Sezione omicidi della Squadra mobile e gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia capitolina, stanno focalizzando le proprie indagini. 


IL MURO DI SILENZIO. L’esecuzione, avvenuta qualche minuto dopo le otto del mattino, è avvenuta in un contesto di assoluta omertà; nessuno - tra le decine di residenti che a quell’ora erano in casa - ha sentito i tre spari. I cadavere del 30enne romeno è stato trovato, dal postino durante il suo giro quotidiano di consegne. «Era un ragazzo che parlava molto di sé e della sua vita - racconta un conoscente -. Questo suo tratto caratteriale potrebbe essere stato un elemento per farlo considerare da qualcuno come una specie di un “pericolo”». 


COMPARSA IN TV. Adrian, infatti, nel 2014 durante la partecipazione ad un programma televisivo, raccontò davanti alle telecamere come avvenne il suo approccio alla criminalità. La polizia sta scavando nel suo passato ed in eventuali rapporti attuali con gruppi malavitosi albanesi che gravitano tra i locali della movida di Ponte Milvio, che frequentava non solo per lavoro. 


IL PRECEDENTE. Un altro fatto di sangue legato al mondo della droga, avvenne ad agosto 2020 a San Basilio, dove un cittadino albanese di nome Dzbir Alli (detto Billy) venne ferito alla testa sempre da tre coli di pistola. L’uomo aveva con se venti grammi di eroina, che vennero recuperati da un impresario funebre che, insieme al figlio, aveva messo su un giro di cocaina. I due sono stati arrestati la scorsa settimana.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 6 Dicembre 2021, 11:44
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