Riaperture ristoranti: a tavola «massimo in 4» anche in zona bianca, così prenotazioni e distanze

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di Francesco Malfetano

L'inizio di giugno porta con sé nuove riaperture. Da oggi torna infatti la possibilità del servizio al banco per i bar e, soprattutto, l'uso di sale interne per i ristoranti. Novità anche per gli stadi che, al netto di alcune deroghe già in essere nei giorni scorsi, possono tornare ad ospitare il pubblico sugli spalti. Ovviamente non si tratta però del temuto "liberi tutti" e quindi, ad esempio per pranzare all'interno di un ristorante o fare colazione al bar, bisogna che clienti e gestori seguano i protocolli validati dal Comitato tecnico scientifico (CTS). 

Nelle attività dei servizi di ristorazione, il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Lo precisa il ministero della Salute, richiamandosi al dpcm dello scorso 2 marzo. Limite che resta sia nelle zone gialle che in quelle bianche.

 

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Nonostante si tratti probabilmente di una delle misure più attese, non ci sono davvero regole nuove o quantomeno sconosciute agli italiani. I protocolli da rispettare in pratica sono quelli che conosciamo già dallo scorso anno. In dettaglio viene chiesto a tutti i ristoratori di definire il numero massimo di presenze contemporanee possibili all'interno del proprio locale in relazione non solo ai volumi di spazio a disposizione ma anche ai ricambi d’aria ed alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita. In altre parole - accanto alla misurazione della temperatura, ai dispenser per l'igienizzazione delle mani, ai menù digitali o plastificati, alle sanificazioni costanti, all'uso delle prenotazioni (con relativo elenco mantenuto per 14 giorni), alla costante aereazione dei locali e alle generiche misure anti-assembramento - il numero di persone che possono entrare all'interno del locale è limitato.

 

 

 

 

Il Cts infatti invita tutti gli esercizi a «disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale». Per quanto riguarda i clienti, la misura più importante riguarda ovviamente la mascherina che dovrà essere indossata a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo. Ovviamente anche il personale di sala dovrà indossarla in ogni momento.

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Ai bar e agli esercizi che non dispongono di posti a sedere invece è chiesto di «consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio)». La stessa distanza da rispettare anche per la consumazione al banco. 



STADI E PALAZZETTI
Tornano inoltre a riempirsi stadi e palazzetti ma in numero limitato. In zona gialla, dal 1° giugno 2021 all'aperto e dal 1° luglio 2021 anche al chiuso, è infatti consentita la presenza di pubblico ad eventi e competizioni sportive, esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.
Attenzione però: «La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all'aperto e a 500 per impianti al chiuso». 

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 2 Giugno 2021, 10:48
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