Rimpatriati 83mila italiani grazie alla Farnesina. Ma c'è un esposto del Codacons

Rimpatriati 83mila italiani grazie alla Farnesina. Ma c'è un esposto del Codacons

Le frontiere sono ancora chiuse, il traffico aereo e marittimo è lento a riprendersi. Nonostante questo  la Farnesina continua il lavoro incessante per far rientrare in Italia i nostri connazionali sparsi in tutto il mondo. Dall'inizio dell'emergenza Covid-19 sono tornati a casa 83mila connazionali da 118 Paesi, grazie a 810 operazioni aeree, marittime e terrestri. Lo riferisce un comunicato del ministero degli esteri. Con voli speciali organizzati dalle Ambasciate e dai Consolati italiani d'intesa con l'Unità di Crisi, ieri sono rientrati 365 connazionali provenienti dal Regno Unito e dal Belgio, dal Portogallo e dalla Grecia, ma anche da territori più lontani come l'Etiopia e Sudan. In serata atterrerà un volo partito da Santiago del Cile che ha fatto tappa anche a La Paz  in Bolivia, e riporterà altri connazionali a casa dal Sud America dove erano rimasti bloccati mentre perfezionavano le procedure di adozione dei propri figli. Negli ultimi due giorni sono tornati in Italia 868 connazionali provenienti da Kenya, Repubblica Dominicana, Giamaica e Cuba, rimasti bloccati e fatti rientrare con quattro voli speciali organizzati dalle Ambasciate in coordinamento con l'Unità di Crisi del Ministero. La Farnesina, con tutte le Ambasciate e i Consolati nel mondo, continua a lavorare senza sosta per garantire il rimpatrio in piena sicurezza dei cittadini italiani rimasti bloccati all'estero. 
Eppure è un lavoro che non basta.  Secondo il professore Enrico Marchetti, presidente del Codacons Campania:
«Il Codacons, nel corso di queste settimane, ha ricevuto molteplici lamentele e denunce da parte di cittadini che in occasione dei rimpatri in Italia, oltre che essere costretti a lunghissime attese – talvolta durate mesi -, hanno dovuto affrontare ingentissimi esborsi per l’acquisto dei titoli di viaggio, con costi dei biglietti aerei di gran lunga superiori al prezzo di mercato». Secondo il Codacons infatti « il Ministero degli Esteri italiano, a differenza di altri Stati membri, non abbia attivato per i rimpatri dei cittadini italiani il Meccanismo UE di protezione civile, il cosiddetto UPCM. Il mancato utilizzo del Meccanismo UE ha avuto conseguenze negative per i rimpatriati i quali si sono visti addebitare per intero i corposi costi dei biglietti aerei». Ora il Codacons ha inviato una diffida alla Farnesina chiedendo di applicare la norma europea, e ha preannunciato un ricorso alla Corte dei Conti per danno erariale.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Maggio 2020, 17:07
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