Ravenna, Cagliari e Trento al top per qualità della vita. Roma e Milano bocciate
di Claudia Guasco

Ravenna, Cagliari e Trento al top per qualità della vita. Roma e Milano bocciate

Cagliari a misura di bambino, Ravenna attraente per i giovani, Trento la migliore per attenzione agli anziani. E poi c'è l'altro capo della classifica, con Foggia all'ultimo posto per il benessere dei più piccoli, Agrigento per la cura degli anziani e il sud della Sardegna per la prosperità dei giovani.

 

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<h2>Qualità della vita, metropoli in crisi</h2>

 

Il rapporto 2021 de Il Sole 24Ore sulla qualità della vita nelle province italiane, suddiviso per fasce generazionali, è la mappa di un Paese nel quale il Mezzogiorno deve recuperare terreno e le grandi aree metropolitane precipitano in fondo alla graduatoria. Si salva solo Bologna, all'ottavo posto per le opportunità di crescita dei giovani e al quinto per l'accudimento degli anziani.

Roma e Milano compaiono solo nella graduatoria dedicata agli ultra sessantacinquenni, trainate dagli importi medi delle pensioni. Per i bambini, invece, si piazzano rispettivamente al diciottesimo e al quarantaduesimo posto, penalizzate dal ridotto spazio abitativo (a Milano 50 metri quadri in media per famiglia) e sprofondano alla posizione numero 106 e 76 per i giovani, anche a causa delle difficoltà di accesso alla casa con affitti troppo elevati. A Roma l'incidenza supera il 60% sul reddito medio dichiarato. Male per i giovani anche Napoli (103esimo posto), dove pesa il tasso di disoccupazione giovanile e la minore incidenza di laureati. «Vivere in una grande città è complicato, Milano è in crisi dal punto di vista demografico. È il luogo che esalta il narcisismo: arrivano i trentenni e i quarantenni, ma per fare carriera. E la natalità ne risente», spiega Giampaolo Nuvolati, professore di Sociologia dell'ambiente e del territorio all'Università Bicocca di Milano. Non solo. «Per chi ha figli abitare vicino ai genitori rende la vita più semplice e nei piccoli centri è frequente». Le metropoli, in ogni caso, hanno un vantaggio competitivo. «Sono le città che fanno i maggiori sforzi per risolvere i problemi», sottolinea Nuvolati. Intanto però Roma scivola al trentaduesimo posto (su 107) nella classifica generale sulla qualità della vita, perdendo 14 posizioni rispetto al 2019. Crolla Milano che arretra di 12 posti. Sulla rilevazione influisce anche la pandemia. I centri urbani del nord, area maggiormente colpita durante la prima ondata, scendono in classifica insieme alle città turistiche come Venezia (33esima in calo di 24 posizioni), Firenze (27esima, in flessione di 12) e Napoli (92esima, meno 11 posti).

 

Roma si difende

 

La Capitale guadagna però 11 posizioni (dalla 40esima alla 29esima) nella graduatoria Ricchezza e consumi, che considera la capacità di spesa delle famiglie inserendo tra gli indicatori i valori di indebitamento, le rate dei mutui, il tasso di rischio dei finanziamenti. Male invece nel segmento Ambiente e servizi che comprende i settori più critici per la città come trasporti e rifiuti, ma anche qualità dell'aria, sanità, spesa sociale per le categorie più fragili. Buono infine il posizionamento in Affari e lavoro, categoria che misura le imprese operanti sul territorio tenendo in considerazione l'indice di imprenditorialità giovanile e l'incidenza delle imprese che fanno e-commerce (aumentate durante la pandemia). Qui Roma perde un posto ma è ottava.

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Giugno 2021, 08:50
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