Il Prosek croato riconosciuto dalla Ue: Italia offesa annuncia battaglie e ricorsi. Zaia: «Una vergogna»

Il Prosek croato riconosciuto dalla Ue: Italia offesa annuncia battaglie. Zaia: «Una vergogna»

La Commissione europea procederà alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della domanda di registrazione della menzione tradizionale «Prosek» da parte delle autorità croate. È quanto scrive lo stesso Esecutivo Ue rispondendo a un'interrogazione urgente dell'eurodeputata della Lega Mara Bizzotto. «Di fronte a questa folle decisione della Ue - si legge in una nota di Bizzotto - siamo pronti alle barricate per difendere in ogni modo e in ogni sede il Prosecco Made in Italy perché deve essere chiaro a tutti che l'unico vero prosecco è quello prodotto nelle nostre terre». «Nei prossimi 2 mesi, che rappresentano i termini temporali per presentare ricorsi e obiezioni prima della decisione finale della Commissione Ue - conclude Bizzotto - noi della Lega e tutto il nostro territorio porteremo avanti una battaglia campale per difendere la tipicità e la qualità del nostro Prosecco e il lavoro di migliaia di aziende».

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«Il Prosek è una vergogna assoluta. Il ministro dovrebbe andare a piantare una tende davanti alla sede della Ue a Bruxelles per protestare vivacemente». Il presidente del Veneto, Luca Zaia è a dir poco arrabbiato per l'ok della Ue al Prosek croato che richiama da vicino, almeno nel nome, il doc italiano più venduto nel mondo. «Ricordo che l'Unesco ha nominato ufficialmente nel 2019 le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene patrimonio dell'umanità». Per questo, secondo il governatore del Veneto «Il governo deve battere un colpo e forte, e noi siamo pronti, al suo fianco, ad una causa colossale contro questa iniziativa, perché ci stanno scippando un brand  importante del nostro Paese, è come che volessero portarci via la Ferrari», ha sottolineato infine. 

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«La decisione della Commissione Europea ci lascia molto perplessi, in quanto rischia di ingenerare una pericolosa confusione nei consumatori, con particolare riferimento a quelli stranieri, che potrebbero facilmente cadere in errore vista la notevole somiglianza etimologica con il nostro Prosecco». Così il presidente della Copagri Franco Verrascina, dopo l'annuncio in tale direzione arrivato nelle scorse ore dal Commissario europeo all'Agricoltura Janus Wojciechowski. «Concordiamo - prosegue - con la dura e immediata presa di posizione del Mipaaf, che ha chiarito l'intenzione del nostro Paese di opporsi con ogni mezzo a questo riconoscimento che rischia di arrecare un notevole danno economico a uno dei prodotti di punta del Made in Italy agroalimentare». L'ok annunciato dall'Esecutivo comunitario non è sulla denominazione Prosek, fa notare il presidente, «ma solo sull'accoglimento della domanda; ciò significa che bisognerà attendere la pubblicazione della richiesta nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, che al momento non ci risulta essere avvenuta, e che solo allora il nostro Paese avrà sessanta giorni di tempo per fare ricorso, esponendo e motivando le proprie obiezioni». «Le argomentazione utili a far tornare sui suoi passi la Commissione Ue e far respingere una simile richiesta di riconoscere una denominazione protetta a nostro avviso ci sono tutte; basti pensare alla recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che appena pochi giorni fa aveva sanzionato la catena spagnola 'Champanillò, in quanto il suo nome evocava il noto vino francese, con il pericoloso rischio di ingenerare confusione nei consumatori e di sfruttarne indebitamente la fama, esattamente la stessa cosa che temiamo possa avvenire in questo caso», conclude Verrascina. 

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Settembre 2021, 15:36
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