Palestre, aprono solo le grandi. «Doccia? Ok, ma fate in fretta»
di Camilla Mozzetti

Palestre, aprono solo le grandi. «Doccia? Ok, ma fate in fretta»

La voglia di tornare ad allenarsi si legge sui volti di tanti romani in fila - magliette e pantaloncini già indosso - di fronte agli ingressi di moltissime palestre. Scatta l'ora X: riaprono i centri per lo sport e tanti appassionati, pure nuovi avventori, non rinunciano all'occasione. «È un modo per riprendersi la vita - spiega Angelica Torti - perché è inutile che ci giriamo intorno ma gli allenamenti con il tappetino nel salotto, non erano più sopportabili». Alle dieci Angelica sta per varcare l'ingresso di un grande centro sportivo alla periferia Est di Roma, su via Grotta di Gregna. Planning alla mano, trascorrerà qui la mattinata per poi tornare a casa a lavorare in smart-working. Una lezione di tone-up una pausa e ancora una sessione di Indoor cycling per rimettersi poi «di fronte al pc con una carica in più». E la doccia? «La farò a casa». C'è fermento anche se a macchia di leopardo: riaprono i grandi centri sportivi ma è ancora freno tirato per tante piccole palestre che pagano il prezzo salato dell'assenza di istruttori - in molti hanno cambiato lavoro mettendosi anche in proprio con sessioni al parco durante i mesi di stop - e di conseguenza dei clienti. Gli abbandoni dei meno motivati e l'obbligo di sostenere dei costi di riapertura comunque inevitabili traccia uno scenario multiforme. «Tre palestre su dieci nella Capitale - spiega Luca Stevanato, a capo della Confederazione dello Sport Confcommercio Roma - non hanno riaperto perché pesano i costi della ripresa, in alcuni casi gli istruttori nel mentre hanno trovato altre occupazioni e c'è poi un dato: la percentuale di persone che attiva un abbonamento in palestra a giugno è storicamente molto bassa». Bisogna far fede sui veri appassionati. Ma se è vero che a fronte di un paniere di circa 5 mila piccole, medie e grandi attività il 30% ha rimandato la ripartenza, ci sono quelle che sono tornate ad aprire le sale senza timori. Con un nodo però che nelle prossime settimane rischia di diventare un caso: sì agli spogliatoi ma no alle docce, almeno formalmente.

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I NODI
Stando anche a quanto indicato dal Cts nelle linee guida, non esiste un vero e proprio diniego, si suggerisce invece l'attenzione a rimandare l'apertura delle docce, così come delle piscine al chiuso, al prossimo primo luglio. Tuttavia nella realtà non mancano le eccezioni di gestori pronti a dire: «Ok fate la doccia, ma siate veloci». Situazione questa spinosa che rischia di creare fratture anche perché senza un divieto formale in molti rischiano di perdere una fetta importante di clienti: quelli che si allenano nella pausa pranzo.
Nella prima giornata di ripartenza ufficiale comunque molte palestre hanno risposto presente. «Abbiamo avuto la fila - spiega Elisabetta Canafoglia, a capo di un grande centro fitness nel cuore di Villa Borghese - abbiamo mantenuto lo stesso palinsesto introducendo però nuovi corsi di salsa e paddle. A tornare sono stati gli storici clienti ma anche nuove persone e in molti sono venuti per chiedere informazioni sugli abbonamenti». Qui per chi non ha potuto usufruire delle lezioni all'aperto è previsto un rimborso del 50% che si tramuta nella proroga del vecchio abbonamento, per chi invece non ha per nulla usato l'iscrizione, in quanto le attività erano al chiuso il rimborso tramite rinnovo o voucher dell'abbonamento è del 100%». A riaprire a Roma sono anche storiche attività come l'Audace Boxe di via Frangipane, pochi passi dal Colosseo. E anche molti piccoli - a discapito delle previsioni - si rimettono in moto.

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I PICCOLI
Simone Scaglia con uno studio di personal a pochi metri da piazza Annibaliano ha segnato il tutto esaurito. La sua capacità di reazione al Covid-19 è stata questa: «Personal via internet, lezioni nei parchi - racconta Simone - e fidelizzazione dei clienti che non sono stati mai lasciati soli in allenamenti improvvisati ma seguiti pur con le difficoltà e le limitazioni». «Di solito a giugno si chiude, per il secondo anno invece si apre - aggiunge Shady Salem titolare di una scuola di danza in via degli Ortaggi (zona Tiburtina) - Ho molta voglia di lavorare, purtroppo è difficile recuperare una lunga stagione di chiusura fatta di spese senza guadagni ma non mi do per vinto». Perché lo sport insegna anche questo: non arrendersi mai.
 


Ultimo aggiornamento: Martedì 25 Maggio 2021, 09:19
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