Omicron, crescono i contagi: reparto Covid pieno a Pordenone, tutti i positivi isolati in una stanza

Il padiglione dell'ex Pneumologia, ora l'unico spazio dove isolare i pazienti malati con il Covid è praticamente pieno

Omicron, crescono i contagi: reparto Covid pieno a Pordenone, tutti i positivi isolati in una stanza

di Loris Del Frate

PORDENONE - Il padiglione dell'ex Pneumologia, ora l'unico spazio dove isolare i pazienti malati con il Covid è praticamente pieno. La prossima settimana il direttore generale, Giuseppe Tonutti con quello sanitario, Michele Chittaro e gli specialisti di infettivologia dovranno prendere una decisione: trovare più spazi altrove, oppure mettere in pratica un nuovo percorso. Quale? Decidere se i malati anche di Covid possono restare nel reparto specialistico insieme agli altri pazienti pur se isolati in una stanza apposita. Già da tempo il direttore Tonutti ha chiesto alla Regione se questa ipotesi, suffragata anche dal parere degli esperti è percorribile. Il Santa Maria degli Angeli sarebbe la prima struttura ospedaliera a sperimentare il passaggio.

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LA DECISIONE

Il via libera, se arriverà, dovrà darlo la Regione dopo che gli specialisti di infettivologia delle tre aziende sul territorio avranno messo nero su bianco la loro opinione. Una risposta potrebbe essere comunicata a giorni. Con questa soluzione si garantirebbe la continuità delle cure per la patologia specifica nel reparto predisposto, si limiterebbero gli spazi da utilizzare per l'isolamento consentendo all'ospedale di mantenere un numero maggiore di prestazioni e - secondo gli infettivologi - gli altri pazienti non correrebbero alcun rischio. A essere ricoverati nei reparti, seppur isolati, sarebbero quei pazienti entrati in ospedale con altre patologie e trovati positivi al Covid con il tampone di accesso. Chi invece accusa sintomi più gravi legati esclusivamente al Covid o ha una polmonite da virus verrebbe isolato nell'ex Pneumologia che a quel punto avrebbe comunque sempre posti letto liberi. I casi gravi andrebbero in rianimazione.

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L'INFARTO

Già nei prossimi giorni potrebbe arrivare il via libera a questa ipotesi che sta prendendo sempre più piede. In caso contrario si renderà necessario, probabilmente dalla prossima settimana, trovare nuovi spazi per i ricoveri Covid se il trend dovesse continuare con questa impennata di contagi. Nulla, comunque, fa pensare che si possa invertire la tendenza. A benedire la strada del ricovero in reparto è l'infettivologo dell'Asfo, Massimo Crapis. «Chi entra in ospedale con una malattia seria e viene trovato positivo al virus è bene che venga curato nel reparto specifico. Oggi che c'è un alto numero di vaccinati e di persone che hanno contratto il virus e quindi hanno gli anticorpi, è molto più rischioso non essere curati con interventi appropriati nel reparto di pertinenza che avere il Covid che ha una sintomatologia nella stragrande maggioranza dei casi decisamente blanda. Se arriva un infartuato che ha anche il Covid - spiega Crapis - deve poter essere curato in Cardiologia che è il suo reparto, così come un paziente con la gamba rotta, anche se ha il Covid, deve andare in ortopedia. Ovviamente all'interno del reparto deve essere trovata una stanza isolata dalle altre».

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IL PERSONALE

Potrebbe, però, emergere un problema. Non c'è il rischio che medici e infermieri che frequentano i reparti possano contagiarsi più facilmente passando il virus a loro volta agli altri pazienti? «Direi - taglia corto Crapis - che con le opportune protezioni non si corre alcun rischio». Anche perchè in ogni caso medici e infermieri specializzati devono comunque andare dal proprio reparto a quello dove si trovano isolati i malati Covid, avere contatti con loro e poi tornare nel reparto di provenienza. Ora si tratta di capire se dalla Regione verrà alzata la paletta verde a questa proposta avanzata dal territorio del Friuli Occidentale. Sul piatto della bilancia, oltre al parere degli esperti che comunque resta determinate per la scelta, anche il fatto che così resterebbero garantite le performance delle strutture sanitarie e si riuscirebbe a mantenere anche lo standard di ricoveri senza dover tagliare i posti letto per le altre patologie. In questo momento recuperare prestazioni e garantire un adeguato numero di letti è una delle priorità.


Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Giugno 2022, 15:04
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