Voghera, in un video l'assessore Lega colpito da El Boussettaoui. Pm conferma i domiciliari: «Pericolo reiterazione»

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Rimane ancora da ricostruire l'esatta dinamica della colluttazione tra l'assessore alla sicurezza di Voghera Massimo Adriatici e il 39enne marocchino Youns El Boussettaoui. Ma avrà sicuramente un peso nell'inchiesta della procura il video di una telecamera di sicurezza trapelato oggi nel quale si vedono i primi attimi dell'episodio.

A carico di Adriatici, che con un colpo di pistola ha ucciso il magrebino, rimane l'accusa di eccesso di legittima difesa e per lui oggi il magistrato ha confermato i domiciliari per pericolo di reiterazione del reato. Saranno agli atti dell'inchiesta, quindi, le immagini del video dove si mostra la vittima colpire con un pugno l'assessore atterrandolo. Poi i due si spostano in un angolo cieco della videocamera. Non si vede quindi con chiarezza il momento dello sparo.

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Voghera, l'assessore cade a terra

Sono le riprese di una telecamera di sorveglianza, in cui l'immigrato avvicina l'assessore leghista Massimo Adriatici e, dopo una breve discussione, lo colpisce con un pugno. Le immagini mostrano l'assessore cadere a terra, ma non il momento dello sparo. Subito dopo lo si vede rialzarsi ed essere avvicinato da un paio di persone. Resta quindi un buco sul momento in cui Adriatici impugna l'arma e spara.

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Chiesta conferma degli arresti domiciliari

Intanto Massimo Adriatici rimane ai domiliari. La procura chiede conferma della misura perché sospetta un pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Domani l'ormai ex assessore, spontaneamente ha infatti presentato le sue dimissioni alla sindaca di Voghera Paola Garlaschelli, comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari.

Le reazioni politiche

Matteo Salvini su questa vicenda ha parlato subito di legittima difesa. «Se si tratterà di legittima difesa, come scrive oggi qualche giornale, allora qualcuno dovrà chiedere scusa a questo assessore», ha detto ad Agorà, su Rai 3. E rivolgendosi ai giornalisti, ha aggiunto: «Sarei curioso di sapere se (l'assessore leghista, ndr) fosse stato un assessore del Pd, se aveste messo in piedi altrettanto processo preventivo». Ma ha concluso: «Lasciamo che la magistratura, polizia e carabinieri facciano le loro indagini, da quello che emerge chi si è difeso sarebbe stato aggredito da un soggetto pregiudicato, clandestino, noto per violenze, aggressioni e atti osceni. Non sta a me giudicare, lasciamo che emergano tutti i rilievi, quando c'è un morto è sempre una tragedia, una sconfitta e un momento di lutto, preghiera e riflessione ma prima di giudicare o condannare, bisogna andarci molto cauti».

Ieri invece il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, dopo l'episodio, ha avanzato con un tweet l'ipotesi di vietare le armi ai privati. «Saranno inquirenti e autorità giudiziarie a decidere. Nessuno di sostituisca a loro ma una cosa dobbiamo e possiamo farla: stop alle armi private. In giro con le armi solo poliziotti e carabinieri», questo l'appello social del numero uno del Pd.

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In giornata tra gli esponenti politici che hanno commentato la vicenda anche il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratonianni che ad Agorà ha dichiarato come «folle il fatto che un assessore che governa una città vada al bar con una pistola». «È una roba incredibile di un Paese in cui non voglio vivere. Mi fa paura un Paese così», ha proseguito. «Le pistole non sparano da sole, il colpo deve essere in canna e la sicura deve essere tolta. La Lega in questi anni ha alimentato consapevolmente per scelta di investimento elettorale una cultura politica in cui ciascuno si fa giustizia da solo», ha concluso il deputato.

 

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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Luglio 2021, 09:52
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