Mettere in castigo

Mettere in castigo

Uno dei miei figli (non faccio nomi), questa estate si è comportato male e mi ha fatto arrabbiare tantissimo. E per questo è in castigo (nemmeno so se esiste ancora come parola). Sì, gli ho dato una punizione che si ricorderà per tutta la vita. Ma è giusto dare punizioni? Qui a casa nostra l’argomento è molto dibattuto. C’è chi le considera dei ricatti diseducativi. Chi le ritiene necessarie perché “sono state utili per la mia crescita”, chi punisce, ma poi si fa intenerire e non mantiene il punto. Una cosa è certa: educare è davvero tosto. Perché, spesso, presuppone il dover portare sino in fondo una decisione presa. Educare è andare oltre la sculacciata e spiegare faticosamente le ragioni di un no, perché alla fine un figlio vuole vedere se quello che gli dici è talmente vero da essere disposto a vederlo soffrire ora, in funzione di una felicità futura. Educare è aiutare una persona a far emergere (ex-ducere) la sua vera natura, a «diventare ciò che è». E “tirare fuori” è un po’ doloroso. Per tutti.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 14 Settembre 2023, 06:00
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