La moglie stroncata dal male: i colleghi regalano ad Andrea Leoni 270 ore di ferie per accudire i due figli

La storia di Andrea Leoni, autista di San Donà: congedi e permessi finiti dopo il dramma

La moglie stroncata dal male: i colleghi gli regalano 270 ore di ferie per accudire i due figli

di Davide De Bortoli

SAN DONÀ - I colleghi gli regalano le ferie, dopo la trageda che ha colpito la sua famiglia. L'aiuto per occuparsi dei figli dopo la morte della moglie, è arrivato in poche ore dai colleghi di Andrea Leoni, autista di San Donà, che lavora per Veritas. Lo scorsa settimana la morte della moglie, Chiara Batacchi, 47 anni. Un tumore l'ha strappata all'affetto del marito e dei due figli minori di 13 e 11 anni. Per l'assistenza alla moglie ammalata e per accudire i figli, Leoni ha finito per esaurire tutte le ferie, i permessi e i congedi di cui poteva disporre. E oltre all'enorme lutto per Leoni presto si presenta la difficoltà di tirare avanti giorno per giorno, con i bambini che devono andare a scuola, e tutta una vita da riorganizzare. Un peso troppo grande in questo momento sulle sue spalle. Si attiva allora la catena della solidarietà, in base ad una procedura già avviata in Veritas. «So che alle 17 era stato aperto un canale Telegram spiega Leoni- la mattina del giorno dopo, alle 9, era già stato raggiunto il monte-ore necessarie. E ci sarebbero state altre persone che avrebbero voluto aderire, ma il tetto era già completo».

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LA GENEROSITÀ In totale i dipendenti hanno donato 270 ore delle loro ferie e permessi al collega. «Corrispondo a circa una trentina di giorni continua in cui verrò comunque retribuito, altrimenti se mi mettevo in aspettativa avrei perso tutto. In questo giorni posso stare con i miei figli, seguirli alla scuola media, il più piccolo va in prima, e potrò interessarmi per trovare un doposcuola. Lo scorso lunedì 12 c'è stato il funerale di Chiara, e il 13 iniziava la scuola. Nella nostra famiglia era Chiara che si occupava sempre di loro. Ho cercato di arrangiarmi ma è davvero dura. In questo periodo, quindi, potrò stare con loro, anche per capire come reagiscono alla mancanza di Chiara. Voglio capire come stanno vivendo questo momento. Il più piccolo scherza e cerca attenzioni, mi dice spesso che gli manca la mamma, l'altro cerca di fare il grande».

LA VICINANZA In questo contesto un aiuto arriva dai colleghi. «Veritas è una grande azienda e con i colleghi ho un bel rapporto, come autista lavoro nell'area di Mestre. Tra quelli che mi conoscono in tanti mi telefonano. Sentire questa vicinanza fa tanto piacere. In questo momento difficile avevo veramente bisogno di questo gesto. Mi sento trattato come un amico, oltre che un collega o un dipendente, anche i superiori cercano di sostenermi, di fare il possibile e venirmi incontro in tutti i modi».

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IL RICORDO «Per Chiara, purtroppo, il tumore era recidivo, aveva passato una prima fase nel 2015 ricorda Leoni con voce rotta dall'emozione poi, facendo i controlli, all'inizio di quest'anno, ci eravamo accorti che si era ripresentato in forma più aggressiva, la cure non hanno risposto. Speravo che il momento di lasciarci non arrivasse mai, ma è arrivato. E nonostante tutto era lei a infondermi coraggio, a sostenermi fino alla fine. Mi diceva: Andrea ce l'hai fatta fino adesso, sono due mesi che fai tutto da solo a casa. Ce la farai, con il sorriso era lei, anche negli ultimi giorni». «La sottoscrizione è stata lanciata da Veritas, - confermano dall'azienda - dopo aver verificato l'effettiva sussistenza dei requisiti e l'esaurimento di ferie, permessi, congedi da parte del dipendente, che li aveva utilizzati per l'assistenza alla moglie ammalata e per accudire i figli minori. Non è la prima volta che si ricorre a questa forma di solidarietà tra colleghi, specie di fronte a situazioni particolari come un familiare molto ammalato da accudire. Ma in questo caso la mobilitazione è stata davvero importante, come testimonia il monte ore donato.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 Settembre 2022, 16:31
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