Carlo Tognoli, la cerimonia funebre a Palazzo Marino. Sala: «Uno che per Milano c'era sempre»

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Le malinconiche note di 'Mission' di Ennio Morricone suonate da una tromba e un caloroso applauso da parte di un centinaio di milanesi presenti fuori da Palazzo Marino, hanno accompagnato l'ultimo saluto all'ex sindaco di Milano, Carlo Tognoli, il cui feretro è stato scortato dalla moglie Dorina e dai figli Filippo e Anna in piazza Scala, prima di avviarsi ad una sepoltura privata. Una celebrazione laica molto austera e concreta, come lo era del resto anche l'ex sindaco socialista scomparso venerdì all'età di 82 anni, che ha visto avvicendarsi in un ricordo in Sala Alessi, l'attuale sindaco di Milano, Giuseppe Sala, l'ex compagno di partito Ugo Finetti, l'ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, il direttore artistico del Teatro Parenti Ruth Shammaah e la figlia di Tognoli , Anna. 

 

 

 

TOGNOLI, LA COMMEMORRAZIONE DI SALA

 

«Essere sindaco a Milano significa semplicemente essere al servizio della città. 'Uno che c'è semprè, dicevano di te i milanesi ed è probabilmente uno dei più bei complimenti rivolti a un sindaco di Milano ». Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel corso della cerimonia di commemorazione di Carlo Tognoliche si è tenuta questa mattina nella Sala Alessi di Palazzo Marino. «Sì, Carlo, tu c'eri sempre per tutti - ha aggiunto Sala -. Per chi aveva bisogno, per chi era senza lavoro, per chi aveva un problema, per chi voleva creare qualcosa, per gli industriali, per i tranvieri, per gli artisti ei teatranti. C'eri sempre per tutti, con la tua conoscenza della città e con quella capacità tutta tua di far muovere la macchina del Comune agendo sui suoi interpreti e sui suoi meccanismi più umili e dunque più preziosi ». E ancora, ha aggiunto Sala: «Mi rendo conto sempre di più che il sindaco di Milano è eletto in un certo momento, in una data precisa, ma poi è come se dovessi farsi eleggere ogni giorno del suo mandato. Non fanno sconti le milanesi ei milanesi. Non ritengono l'essere sindaco un diritto o un privilegio, anzi. Tu sei stato la dimostrazione di quanto si riesce a fare se mossi da un vero ed effettivo amore per Milano». «La tua presenza - ha rimarcato Sala - è sempre stata caratterizzata da una doppia visione, che coniugava l'azione quotidiana a favore dei Milanesi e dei loro problemi con una prospettiva storica, politica e strategica della vicenda della città. Milano ha saputo rialzarsi sempre dalle sue crisi perché ha trovato sulla sua strada persone come Carlo Tognoli. Tu non solo hai soccorso ogni giorno i problemi dei tuoi cittadini, non solo hai dato coraggio alla città per uscire dagli anni di piombo: tu hai anche la città su alcune scelte fondamentali per il suo futuro ». E ha aggiunto: «Penso all'attenzione che hai sempre rivolto alla cultura, allo spettacolo, ai teatri della città. E anche il sistema dei trasporti e dei metrò ha avuto da te un impareggiabile impulso. Se posso, tra tutte le tue scelte quella che mi colpisce di più è quella ambientale: un'attenzione per il clima e l'habitat della città laica, decisa, senza eccessi. La spinta sulla metanizzazione, l'attenzione al verde, la scelta dell'inedita chiusura del centro alle auto, sostenuta anche dal clamoroso risultato del referendum del 1985, sono atti politici, amministrativi che avevano in sé anche qualcosa di profetico. Questa spinta al futuro è ben riassunta anche dall'immagine del più giovane sindaco della storia di Milano in giro in bicicletta per la città ». «Oggi - ha osservato il sindaco di Milano - forse stiamo arrivando una vera cultura dei milanesi in materia di mobilità dolce, tu l'avevi intuito e praticato molti anni fa. Questa ripresa della città ha dato vita a una fase di effervescenza che sembrava aver fatto perdere a Milano il senso del suo limite, non certamente a te, ma a tanti che hanno visto in uno sviluppo senza freni e senza attenzione all'equità sociale il senso della Milano di quel momento storico. E non furono sufficienti i richiami del cardinale Martini e di quanti intuirono che in questo sbilanciamento Milano (e con lei il Paese) rischiava di perdere molta della sua identità. Così sono arrivati ​​i nuovi anni bui di Milano, che hanno investito la politica».

«La tua presenza - ha rimarcato Sala - è sempre stata caratterizzata da una doppia visione, che coniugava l'azione quotidiana a favore dei Milanesi e dei loro problemi con una prospettiva storica, politica e strategica della vicenda della città. Milano ha saputo rialzarsi sempre dalle sue crisi perché ha trovato sulla sua strada persone come Carlo Tognoli. Tu non solo hai soccorso ogni giorno i problemi dei tuoi cittadini, non solo hai dato coraggio alla città per uscire dagli anni di piombo: tu hai anche la città su alcune scelte fondamentali per il suo futuro ». E ha aggiunto: «Penso all'attenzione che hai sempre rivolto alla cultura, allo spettacolo, ai teatri della città. E anche il sistema dei trasporti e dei metrò ha avuto da te un impareggiabile impulso. Se posso, tra tutte le tue scelte quella che mi colpisce di più è quella ambientale: un'attenzione per il clima e l'habitat della città laica, decisa, senza eccessi. La spinta sulla metanizzazione, l'attenzione al verde, la scelta dell'inedita chiusura del centro alle auto, sostenuta anche dal clamoroso risultato del referendum del 1985, sono atti politici, amministrativi che avevano in sé anche qualcosa di profetico. Questa spinta al futuro è ben riassunta anche dall'immagine del più giovane sindaco della storia di Milano in giro in bicicletta per la città ». «Oggi - ha osservato il sindaco di Milano - forse stiamo arrivando una vera cultura dei milanesi in materia di mobilità dolce, tu l'avevi intuito e praticato molti anni fa. Questa ripresa della città ha dato vita a una fase di effervescenza che sembrava aver fatto perdere a Milano il senso del suo limite, non certamente a te, ma a tanti che hanno visto in uno sviluppo senza freni e senza attenzione all'equità sociale il senso della Milano di quel momento storico. E non furono sufficienti i richiami del cardinale Martini e di quanti intuirono che in questo sbilanciamento Milano (e con lei il Paese) rischiava di perdere molta della sua identità. Così sono arrivati ​​i nuovi anni bui di Milano, che hanno investito la politica ».


Ultimo aggiornamento: Domenica 7 Marzo 2021, 14:17
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