Milano, Sergio Sgrilli sul palco dello Zelig: «Ho iniziato a fare il comico grazie a Faso di Elio e le Storie tese»
di Ferruccio Gattuso

Sergio Sgrilli sul palco dello Zelig: «Ho iniziato fare il comico grazie a Faso di Elio e le Storie tese»

«Non è un luogo comune che Milano sia meritocratica: se hai una idea e qualche talento, l’occasione la cogli. Ma Milano non si ferma, devi stare al suo ritmo, se ne perdi l’attenzione rischi di ricominciare».

Sergio Sgrilli è uno dei volti storici di Zelig, musicomico che ha trovato fortuna nella casa del cabaret di viale Monza. E che Milano gli stia nel cuore lo spiega venerdì 23 e sabato 24 ottobre proprio a Zelig, in un one man show con qualche svolta autobiografica.

Dagli anni ’90 a oggi cos’è cambiato nella Milano della risata?

«La comicità cambia con la società, quindi molte cose sono diverse. Soprattutto il cabaret, dove non esiste la quarta parete del teatro comico: il pubblico qui non subisce un testo, interagisce. E il comico deve monitorare continuamente l’atmosfera».

Ad esempio, in tempi di Covid-19, ridere è dura.

«Ecco, il cabarettista non può non parlarne, ma deve capire sul momento quanto parlarne. Perché forse la gente vuole rifugiarsi a Zelig per, una volta tanto, pensare ad altro».

Quando ha capito di poter fare il cabarettista, e cosa faceva prima?

«Era il 1993, ero musicista chitarrista, ma sul palco avevo sempre la battuta pronta. L’amico Faso, bassista delle Storie Tese, mi disse che avevo una dote e che potevo giocarmela a Zelig. La mia risposta? “Cos’è Zelig?”».

Un toscano di Follonica come fa a innamorarsi di Milano?

«Realizzandosi, generando una figlia oggi preadolescente che, a parte il fatto che mi chiama babbo e non papà, per il resto parla con tutte le vocali aperte milanesi: rubinetto, bicicletta. E poi vivendo in tante zone della città».

Ce le dica.

«Piazza Bausan, dove ho fatto il custode in una scuola di teatro dormendoci dentro col sacco a pelo; piazza Napoli, un anno da signore in via San Marco e poi, per contrappasso, Quarto Oggiaro. Le ho amate tutte».

Gli spettacoli torneranno a vivere normalmente?

«Resto un ottimista. Ma al momento l’azienda Sgrilli fa il meno 90%. Non potrei comprarmi una tv a rate». Si ride per non piangere, anche questo è cabaret

. Il 23 e 24 ottobre. Zelig, viale Monza 140. Ore 20.30 con richiesta arrivo pubblico ore 20. Biglietti 20 euro.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 Ottobre 2020, 07:40
© RIPRODUZIONE RISERVATA