Salvini a Milano: «Pronto a dare la vita per l'Italia». Rimosso «Restiamo umani» di Zorro

«Noi amiamo la madonnina che ci guarda dall'alto. Qui non ci sono estremisti, razzisti, fascisti. La differenza è tra chi guarda avanti, tra chi parla di futuro e di lavoro e chi fa i processi al passato: hanno paura del passato perché non hanno un'idea di futuro. Noi stiamo costruendo il futuro». Matteo Salvini è arrivato in piazza Duomo a Milano per chiudere la campagna elettorale per le prossime elezioni europee, ma tra sondaggi in calo, scandali giudiziari e contestazioni sempre più frequenti, il rischio è che il termometro della protesta si surriscaldi. 
 

Una parte di Milano ha "salutato" il raduno sovranista organizzato da Matteo Salvini con numerosi striscioni ironici esposti sui balconi, e uno persino in piazza Duomo con la scritta «Restiamo umani» (tradotta anche in inglese): a esporlo è stato un uomo vestito da Zorro, con tanto di spada e mascherina. Un chiaro riferimento al libro 'Io sono Matteo Salvinì, pubblicato dalla casa editrice Altoforte, in cui l'autrice Chiara Giannini riporta un presunto aneddoto: il pupazzetto di Zorro rubato all'asilo quando Salvini era solo un bambino. Lo striscione è stato poi rimosso dalle forze dell'ordine.

«Se serve per voi, per l'Italia, per i miei figli, io do la vita. Non mi fermo davanti a niente e nessuno: è un impegno d'onore. Qualcuno mi dice: rallenta, stai attento, non combattere la mafia, la camorra, i poteri forti, spacciatori e razzisti. Più mi dicono rallenta, più vado avanti per il mio Paese col sorriso e la convinzione di essere nel giusto». Lo dice Matteo Salvini dal palco di piazza Duomo.

«Con l'azione di governo ho dato risposte con fatti non con parole. Lo dico anche a Papa Francesco, che oggi ha detto »bisogna ridurre i morti nel Mediterraneo«: il governo sta azzerando i morti nel Mediterraneo, con orgoglio e spirito cristiano». Lo ha detto Matteo Salvini dal palco a Milano, dopo aver citato i papi Ratzinger e Wojytila come esempi positivi.

«Fascista» e «buffone» è quanto ha gridato il gruppo di contestatori quando Matteo Salvini ha iniziato il suo discorso in piazza Duomo a Milano. I contestatori, diventati ora più numerosi, sono separati dai sostenitori di Salvini da un cordone di polizia che li controlla in fondo alla piazza, lontano dal palco dove si sta svolgendo la manifestazione sovranista. Dopo aver ricevuto numerosi insulti dai militanti leghisti, i contestatori hanno intonato 'Bella ciaò esponendo cartelli con scritte come 'Siamo tutti migranti', 'tu non sei il benvenuto'.



Prima di Salvini sul palco hanno parlato alcuni leader sovranisti europei

MARINE LE PEN (Francia) 
«Viviamo un momento storico e voi potrete dire ai nipoti 'io c'erò. Un momento che aspettavamo da tanto tempo e che finalmente si realizza sotto il cielo d'Italia. Il momento in cui uniti daremo a tutta Europa il segnale della resistenza, della speranza e della riconquista». Lo dice Marine Le Pen, leader del Rassemblement National (Rn), a Milano. «Non vogliamo più - aggiunge - questa oligarchia senza cuore che ci dirige. Non vogliamo più questa Ue che fa soffiare i nefasti venti della globalizzazione selvaggia».

GEERT WILDERS (Olanda)
«Dobbiamo difendere i nostri stati nazionali, richiedere più sovranità nazionale e assumerci la responsabilità per i nostri Paesi. Basta diktat dal superstato dell'Ue: basta immigrazione, basta Islam». Lo dice Geert Wilders, leader del partito olandese Pvv dal palco di Milano. «Dobbiamo fermare l'immigrazione, fermare l'islamizzazione. Ancora una volta: basta Islam. Salvini ha già cambiato la politica italiana ed è un esempio per tutti noi. Basta barconi con immigrati illegali», aggiunge.

ANDRES VISTISEN (Danimarca)
«È ora di seguire leadership di Salvini e di lasciare questa assurda politica migratoria». Lo ha detto Andres Vistisen, danese, membro del parlamento europeo, appartenente al Folkeparti. «Abbiamo bisogno di confini forti e di mandare indietro i migranti, non di integrarli. Le nazioni devono avere la serenità di fare quanto è necessario. Grazie a Matteo Salvini - ha aggiunto- per aver riportato un pò di buonsenso in Europa, per aiutarci ad eliminare finalmente macron e junker e tutti questi altri leader europei. Insieme - conclude- possiamo farcela».

IN PIAZZA (contro) ANCHE CARLO CALENDA 
in piazza Duomo a sorpresa è arrivato anche Carlo Calenda, fondatore di Siamo Europei, «senza scorta e senza cordoni, pronto a fare un confronto» con il popolo sovranista. Non un fan di Salvini, il quale dal suo account Twitter invita alla partecipazione «Domani insieme facciamo la storia, occorre esserci, alla faccia di tutto e tutti l'Italia rialza la testa!». 

«Io nella tana del lupo? Un lupacchiotto, non esageriamo con questa cosa che c'è la bestia, il lupo... A me sembra che il problema è opposto: che c'è poco spessore...». Così Carlo Calenda, ex ministro del governo Renzi e capolista Pd-Siamo Europei nel Nord est, a margine della manifestazione sovranista a Milano, ha risposto a chi gli domandava se avesse avuto paura ad affrontare la piazza della Lega. «Le persone che ho incontrato sono cittadini che hanno le loro idee e io non ho mai avuto paura dei cittadini in vita mia - ha spiegato -. Siamo stati mezz'ora a chiacchierare c'è chi mia fatto i complimenti per Industria 4.0 e chi mi ha detto che ho avuto coraggio».

Sabato 18 Maggio 2019, 10:20
© RIPRODUZIONE RISERVATA