Sabrina Schillaci, dal dramma del marito alla rinascita: ora la sfida con Race Across Limits

Sabrina Schillaci, dal dramma del marito alla rinascita: ora la sfida con Race Across Limits

Tutto ha inizio quel maledetto 15 agosto 2007. Doveva essere un Ferragosto spensierato, invece un tuffo al Lago ha reso tetraplegico Davide, il marito di Sabrina Schillaci, costringendolo su una sedia a rotelle. L’inizio di una vita. «Un anno per lui, trascorso all’ospedale, mentre io mi adoperavo per chiudere la nostra attività, ristrutturare la nostra abitazione - racconta lei stessa - ma l’impegno più gravoso fu quello di accompagnare Davide nel delicato passaggio da persona normodotata, indipendente a disabile incapace di provvedere a se stesso anche solo per bere un bicchiere d’acqua». Il rischio concreto di finire in depressione. Ma un giorno, nel 2012 la vita di Sabrina (e di suo marito Davide) cambia: tutto grazie all’Ironman di Nizza.



«Ci arrivai per caso - ammette lei -, inconsapevole di quanto stesse accadendo. L’emozione che provai nel momento in cui vidi gli atleti tuffarsi generò in me una grande energia, come se qualcuno avesse improvvisamente acceso l’interruttore di Sabrina. Ripresi vita in quel momento. Decisi che sarei diventata anch’io un Ironman senza neanche sapere cosa fosse il triathlon. Cominciai ad allenarmi, a partecipare alle gare e riuscii a vincere la ritrosia di Davide che inizialmente si era mostrato contrario. Più diventavo forte, più la mia energia lo coinvolgeva e lo rendeva più attivo. Prese la patente, ricominciò a guidare e ad accompagnarmi alle gare. Ogni traguardo tagliato rappresentava un passo in più nella sua autonomia. Io correvo e lui con me. Abbiamo ricominciato a viaggiare, a vivere in maniera più appagante, ad emozionarci di fronte alle cose. E’ stata una vera e propria rinascita grazie allo sport. E così mentre preparavo il secondo Ironman, nel 2017, una mattina durante un lungo in bici, mi accorsi che non provavo più rabbia nei confronti del destino, che si era preso gioco di me, costringendomi a ricominciare tutto daccapo. La rabbia era stata sostituita da un senso di gratitudine per avere avuto l’opportunità di resettare la mia vita e di ricominciare con più grinta, forza, con tutto l’entusiasmo che essa richiede. Era quindi arrivato il momento di saldare il mio debito e di fare qualcosa per gli altri. Avevo dimostrato a me stessa di essere un ironman, di riuscire a prepararlo, portarlo a termine ma soprattutto di aver voglia di ricominciare a vivere». Ecco come è nato Race Across Limits. La bici da corsa perchè sinonimo di libertà ma anche di condizionamento. Una Fondazione per cui raccogliere Fondi, la COME Collaboration Onlus che si occupa fra le altre cose di neonati e bimbi disabili adoperandosi per missioni nei paesi più poveri nel mondo ma anche in Italia ed Europa.

Lo scopo? Contribuire concretamente alla Fondazione e testimoniare che i traumi, gli ostacoli, possono essere superati con impegno, fatica ma anche tanta soddisfazione. Nel 2018 la prima edizione di Race Across Limits: partenza da Besana in Brianza il 14 luglio per arrivare a Santiago de Compostela dopo 18 giorni, 2200 km, 20 mila metri di dislivello e 20.000 euro in donazioni. Quest’anno la sfida sarà molto più impegnativa: 4.000km in sella alla mia bici da corsa. Obiettivo raggiungere Santiago attrraverso il Cammino del Nord e rientro dal Cammino francese. Ma ogni grande impresa ha bisogno di sostegno, supporto, fondi e così è nata l’idea di promuovere Race Across Limits attraverso un viaggio itinerante in Italia. 9 giorni, 9 tappe, da Besana in Brianza a Polignano a Mare in compagnia di tutti quelli che vorranno accompagnarmi e contribuire alla raccolta fondi per COME Collaboration Onlus. «Ai partecipanti sarà fornita una maglia tecnica da bici con i loghi degli sponsor - rivela Sabrina -. Avremo al seguito un mezzo di supporto e un fotografo specializzato in foto e video di eventi sportivi». Tutte le info ulteriori e per le iscrizioni sul sito sabrinaschillaci.it

Ultimo aggiornamento: 21:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA