Ruby Ter, le gemelle De Vivo in aula: «Etichettate come escort, ma con Berlusconi solo stima e amicizia»

Le arringhe difensive delle gemelle e di Barbara Faggioli: i pm le accusano di aver mantenuto il silenzio in cambio dei bonifici

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Continua il processo Ruby Ter, che vede tra gli imputati l'ex premier Silvio Berlusconi: oggi in aula a Milano si sono presentate le gemelle De Vivo, Eleonora e Concetta (detta Imma), che nel procedimento sono accusate di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. Le due sorelle sono sedute in prima fila e ascoltano con attenzione l'arringa difensiva dell'avvocato Maria Manuela Mascalchi. La procura, che ritiene che le ragazze abbiano ricevuto bonifici in cambio del loro silenzio, ha chiesto per le sorelle De Vivo (che partecipavano alle 'cene eleganti' nella villa di Arcore) una condanna a 4 anni. 

«Contro le mie assistiti ci sono sospetti, congetture, non ci sono prove. È un'indagine sulla sfera privata, si parla di 'schiave sessuali del grande anziano', di odalische, sono dieci anni che vengono etichettate così ma, sono considerazioni di contenuto scandalistico. Occorre distinguere il giudizio morale dal giudizio penale: ammettere di ricevere dal 2016 delle somme di denaro è un illecito? Loro hanno sempre agito alla luce del sole», sottolinea la difesa.

«Con Berlusconi rapporto di stima e amicizia»

Con Berlusconi, spiega l'avvocato, c'era un «rapporto di stima e amicizia». Nella sua arringa, la difesa rimarca come i reati attribuiti alle due ospiti di Arcore - «accuse che le stanno perseguitando da dieci anni» - non poggiano su elementi solidi: quei bonifici alla luce del sole «si sono trasformati per la procura in dazioni corruttive, ma in che modo questo la procura non lo dice. La corruzione non è stata dimostrato e l'invasione della sfera personale delle mie assistite non porta a nulla. Non ci sono elementi univoci contro di loro, per questo vanno assolte perché il fatto non costituisce reato» conclude il legale.

 

«Da 10 anni, da quanto dura questo procedimento, vengono etichettate come 'olgettine', ossia escort, ma non lo sono», insiste la legale delle due ex ospiti delle serate del «bunga-bunga» ad Arcore. «Loro stesse hanno ammesso di ricevere dal 2006 somme di denaro da Berlusconi - ha spiegato il difensore - questa non è una condotta illecita, loro non hanno mai nascosto nulla». Si è trattato di indagini che, per la difesa, «hanno riguardato la sfera personale». «Non ci sono elementi per arrivare ad una condanna» per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. Dal processo, ha concluso, sono emersi «solo considerazioni legate alla morale, non reati». Le gemelle De Vivo non hanno voluto parlare coi cronisti fuori dall'aula.

Difesa Barbara Faggioli: no prove di prostituzione

«Non c'è alcuna prova in questo processo che la signora Barbara Faggioli abbia avuto rapporti sessuali con Berlusconi o che abbia esercitato ad Arcore l'attività prostitutiva». È uno dei passaggi dell'arringa difensiva in corso dell'avvocato Paolo Siniscalchi, che assiste Barbara Faggioli, l'ex showgirl che è tra le giovani imputate nel processo milanese sul caso Ruby ter, che vede anche Silvio Berlusconi accusato di corruzione in atti giudiziari. Tra il Cavaliere e Faggioli, ha spiegato ancora il difensore, c'è stata una «vicinanza amicale, mai negata da nessuno».

Oggi nel processo davanti alla settima penale è in corso un'altra udienza dedicata alle difese delle giovani ex ospiti delle serate a Villa San Martino e il cui silenzio e la cui reticenza, poi, sarebbe stata comprata dal leader di FI, rieletto in Senato col voto di domenica, con somme per diversi milioni di euro in totale. Faggioli, ha aggiunto il legale chiedendo per lei l'assoluzione, «ha un lavoro dignitosissimo fuori dallo spettacolo e conduce una vita normale fuori dai riflettori».

 

Negli ultimi anni, a causa della vicenda Ruby, invece, «si è trovata in un fuoco mediatico più grande di lei». E, ha proseguito il legale seguendo la linea degli altri difensori e degli stessi legali del Cavaliere, «se si guarda il flusso di aiuti che ha ricevuto dal presidente, si osserva che si è mantenuto costante nel tempo ed è servito per riparare quel danno che la vicinanza con il dottor Berlusconi le aveva cagionato». Lo stesso ex premier ha sempre spiegato di aver versato soldi alle ragazze come risarcimento per i danni da loro subiti per lo scandalo mediatico del caso Ruby. 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Settembre 2022, 15:05
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