Roby Facchinetti: «Ritorno a Milano da solista. D’Orazio sempre nel cuore»
di Ferruccio Gattuso

Roby Facchinetti: «Ritorno a Milano da solista. D’Orazio sempre nel cuore»

La sete di palco non si placa col tempo, e Roby Facchinetti lo sa. A settantasette anni, l’ex cantante e tastierista dei Pooh si gode una seconda vita fatta di ispirazioni (nuove canzoni), riti rinnovati (il live, finalmente, di nuovo) e perfino “prime volte”, come la sua esperienza da romanziere: in questa estate particolare, l’artista bergamasco compie tre tour in uno. Lo racconta oggi con uno sguardo al concerto che lo vedrà protagonista il 28 agosto al Carroponte di Sesto San Giovanni.

Tre tour in uno, in che senso?

«Due tipi di live e un tour firma copie del mio romanzo d’esordio “Katy per sempre”, scritto durante la prima pandemia, uscito mesi fa ma, causa chiusure e ripartenze, mai celebrato insieme al pubblico dei lettori e dei fan».

Ci racconti dei due tipi di live.

«Quello standard, diciamo così, è quello che mi vedrà sulla piazza milanese al Carroponte: band tradizionale, versione pop rock. Il secondo tipo di concerto consiste in una serie di date speciali sinfoniche ad agosto con grande orchestra, in cornici suggestive come la Basilica di Collemaggio a L’Aquila, la piazza del Duomo di Cologna Veneta e piazza Giorgione a Castelfranco Veneto. Con me ci saranno l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e Le Voci di Art Voice Academy diretta dal maestro Diego Basso».

Cosa significa Milano per un Pooh?

«Significa una città che mi ha sempre amato. E basterebbe citare le due date del 10 e 11 giugno 2016 a San Siro, per la nostra Reunion. Non a caso sono diventate un album, Pooh 50».

Il suo tour si intitola “La musica è vita”: come vive questo ritorno al palco?

«Con entusiasmo, ma anche con un senso di dovere: lo stop della pandemia ha creato problemi enormi addetti ai lavori, ai tecnici, prima ancora che a noi artisti. Se ho deciso di tornare in tour, pur tenendo conto di tutte le limitazioni, l’ho fatto per loro».

L’ultimo live ufficiale dei Pooh risale al 30 dicembre 2016, ma con un ex Pooh non ha mai perso contatto.

«Stefano D’Orazio, straordinario paroliere, che questo maledetto covid ci ha portato via. Con lui avevo scritto “Rinascerò rinascerai”, dedicata alla mia Bergamo colpita dal virus. Ma con lui non ho smesso un minuto di lavorare, e i frutti si vedranno anche l’anno prossimo».

Un nuovo progetto?

«Partendo dal brano prog dei Pooh “Parsifal” del 1973, io e Stefano abbiamo creato un’opera omonima, incentrata sulle storie della corte di re Artù. Riduttivo definirlo un musical, si tratta di un’imponente messa in scena. Nel 2022 arriverà a teatro».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Luglio 2021, 06:00
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