Operai morti, "l'allarme non ha funzionato". Ancora gravissimo un 62enne, si indaga per omicidio plurimo

Operai morti, "l'allarme non ha funzionato". Ancora gravissimo un 62enne, si indaga per omicidio plurimo

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La Procura di Milano indaga con l'ipotesi di omicidio colposo plurimo sull'incidente avvenuto alla Lamina, in via Rho, nel quale sono morti tre operai, mentre un quarto resta ricoverato in condizioni gravissime. Come atto dovuto, per il sequestro della fabbrica e per gli accertamenti, verranno iscritti nel registro degli indagati il responsabile legale dell'azienda e probabilmente altre figure, come i responsabili della sicurezza.
 
 

L'ALLARME NON HA FUNZIONATO  Le indagini del procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano, a capo del pool 'ambiente, salute e lavoro', e del pm Gaetano Ruta sull'incidente avvenuto ieri pomeriggio alla fabbrica 'Laminà nel capoluogo lombardo, nel quale sono morti tre operai e un quarto intossicato è in condizioni gravissime, si stanno concentrando, in particolare, sul perché i dispositivi di allarme, che hanno dei sensori per segnalare le fuoriuscita di monossido di carbonio e azoto, non abbiano funzionato.

Il fascicolo di indagine ipotizza il reato di omicidio colposo plurimo (ovviamente anche le lesioni colpose ai danni degli altri tre operai coinvolti). I pm, intanto, hanno effettuato già ieri un sopralluogo e sentito alcuni responsabili dell'azienda e poi disposto il sequestro della ditta per tutti gli accertamenti del caso. Accertamenti che comportano anche l'iscrizione 'tecnicà nel registro degli indagati del responsabile legale dell'azienda e probabilmente di altre figure, come gli addetti alla sicurezza. 

DITTA SEQUESTRATA È stata sequestrata la «Lamina», la ditta di laminati dove ieri pomeriggio tre operai sono morti a Milano durante le operazioni di manutenzione al forno nell'azienda a causa delle esalazioni di un gas tossico. Hanno perso la vita Marco Santamaria di 43 anni, Giuseppe Setzu, di 49, Arrigo Barbieri di 58. L'unico sopravvissuto è Giancarlo Barbieri, di 62 anni, fratello di Arrigo, che resta ricoverato in condizioni disperate. Migliorano invece quelle di Alfonso Giocondo di 48 anni e Costantino Giampiero di 45, i due colleghi che hanno dato l'allarme, intossicati in misura meno grave nel tentativo di salvare gli altri dipendenti.

 
 

I carabinieri della compagnia di Milano Porta Monforte stanno lavorando con il personale dell'Ast per capire se ci siano stati errori umani o si sia trattato di un problema della strumentazione. Nella ditta erano in corso controlli di manutenzione. Dipendenti hanno riferito che l'azienda è sempre stata molto attenta all'aspetto sicurezza.
Mercoledì 17 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:32
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