Niccolò Bettarini rischiò la vita nel pestaggio: «Quelle ferite erano potenzialmente mortali»

Niccolò Bettarini ha rischiato la vita quella sera in cui fu aggredito a calci, pugni e coltellate fuori da una discoteca di Milano. Il medico legale, nella perizia sull'entità delle lesioni - disposta dal gup di Milano Guido Salvini nel processo abbreviato a carico di 4 ragazzi imputati per tentato omicidio - ha specificato che le «caratteristiche» dell'arma utilizzata, le «modalità» dell'azione e le lesioni «al torace e all'addome» risultano «astrattamente del tutto idonee a provocare» ferite «potenzialmente ad esito letale».

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Il gup ha deciso di disporre la perizia dopo che uno dei difensori aveva depositato un consulenza nella quale si sosteneva che il ragazzo non era stato in pericolo di vita. La perizia, depositata e firmata da Alessio Battistini, verrà discussa domani nell'udienza in cui saranno ascoltati come testimoni lo stesso Niccolò e tre giovani che erano con lui quel mattino. I rischi per fortuna sono stati solo potenziali, perché, si legge nella perizia, dall'esame «della documentazione clinica» e da altre analisi è comunque emerso che «non si è mai concretizzato un attuale pericolo per la vita».

 
 

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