Morto Philippe Daverio, Sala: «Grande protagonista della vita culturale di Milano»

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«Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni. Daverio è stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza, dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera». Lo scrive su Facebook il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ricordando Philippe Daverio, lo storico dell'arte scomparso a Milano.
 
 

«L'ho visto all'opera in tanti frangenti - sottolinea Sala - non sempre ho condiviso le sue posizioni, ma mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero. Soprattutto Milano e l'Italia devono allo spirito internazionale e alla capacità comunicativa di Philippe la sua lotta in difesa del bello e dell'arte del nostro paese di cui fu un instancabile e geniale divulgatore. Grazie, Philippe, and 'save Italy'». 
 

 «La critica d'arte aveva linguaggi indecifrabili e lontani ma Daverio ha avuto questo ruolo di grande narratore, portando l'arte al popolo ed è stato sicuramente il suo tratto più riconoscibile. Siamo stati come fratelli in un mondo di lupi, entrambi abbiamo fatto attività politica ma senza che questa diventasse politica dell'arte. Lui non faceva il politico ma era molto più politico di noi». Vittorio Sgarbi ricorda così, all'Adnkronos, Philippe Daverio. «Negli anni Daverio è diventato poi un personaggio - spiega Sgarbi - con i suoi abiti e comportamenti, ha come recitato l'arte, l'ha portata in un teatro per tutti, con lui era come avere uno spettacolo dell'arte. Aveva il piacere di vivere l'arte come edonismo, come felicità e modo di far vivere meglio l'esistenza. Ha comunicato felicità». La notizia della scomparsa di Daverio è «molto dolorosa - rimarca il critico d'arte - è morto il solo storico dell'arte libero degli ultimi anni, dico il solo se fossi morto anche io. In un mondo che è stato condizionato dall'ideologia dalla militanza, da una storia dell'arte guerresca, Daverio ha fatto politica come me, è stato il primo ad avere avuto il coraggio di fare l'assessore con Fomentini ma in lui c'era una libertà di giudizio che gli consentiva di parlare con il popolo, di rappresentare un racconto dell'arte per tutti, usando, come me, giornali, libri e televisione».

«Grande dispiacere per la morte di Philippe Daverio. Storico dell'arte brillante, poliedrico, arguto. La cultura italiana perde un protagonista». Lo scrive su twitter il responsabile Cultura del Pd, Nicola Oddati.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 2 Settembre 2020, 12:02
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