Dad, doppia protesta degli studenti davanti alla Regione Lombardia: «Senza scuola non c'è futuro»
di Greta Posca

Dad, doppia protesta degli studenti davanti alla Regione Lombardia: «Senza scuola non c'è futuro»

Connessione ballerina, computer ko, mancanza di socialità, ansia per il futuro. Sono i problemi messi in piazza ieri dagli studenti delle superiori lombardi, che si sono visti mettere in Dad dalla Regione fino al 24 gennaio. Doppio momento di protesta: al mattino e al pomeriggio davanti al Palazzo Lombardia. Al mattino circa un centinaio di studenti si è radunato di fronte alla sede della Regione contro l’ennesimo rinvio. «Oggi dovevamo essere a scuola» recita uno degli striscioni. Cinque i punti fondamentali delle richieste: la fine della didattica a distanza, che «non può essere un’alternativa alla scuola»; presidi medici in ogni istituto; potenziamento del trasporto pubblico; protocolli chiari e più personale scolastico. Nel pomeriggio il bis. «Senza la scuola non c’è futuro», l’allarme lanciato da studenti, genitori, insegnanti e personale Ata. «Dalla crisi e dalla pandemia si può uscire, ma solo in condizione di uguaglianza e con una scuola pubblica aperta», ha detto una delle organizzatrici del comitato Priorità alla Scuola. La piazza si è animata con striscioni, musica dal vivo, cori e balli. «La Dad non funziona e non perché noi docenti non abbiamo voglia di lavorare - afferma un insegnante -. Dobbiamo batterci affinché la scuola pubblica torni a essere il motore di questo Paese»

. Intanto, il Comitato A scuola! ha depositato al Tar un ricorso per la sospensione dell’ordinanza emessa dal presidente regionale Attilio Fontana l’8 gennaio, che impone la Dad alle superiori.

Rispondendo a distanza alla mobilitazione studentesca il governatore lombardo Attilio Fontana concorda che la scuola in Dad «è sicuramente la questione più grave dal punto di vista sociale». Se si arrivasse alla zona rossa, ciò comporterebbe la Dad per le superiori e gli ultimi 2 anni delle medie, per questo ha spiegato «dobbiamo garantire che la riapertura consenta la garanzia che si possa arrivare a fine anno senza ulteriori interruzioni».


Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Gennaio 2021, 06:35
© RIPRODUZIONE RISERVATA