Il writer Rocco: «Così regalo un po’ di colore ai muri tristi dei paesi»
di Fabrizio Ponciroli

Il writer Rocco: «Così regalo un po’ di colore ai muri tristi dei paesi»

Rocco Pavone ha 33 anni. Da dieci abita a Mesero, piccolo paese in provincia di Milano ed è un cuoco. Quando non armeggia tra pentole e mestoli, si dedica ad un’attività ancor più creativa: crea graffiti e murales per rendere più colorati i muri di città e paesi. Assieme alle sue crew, viaggia alla ricerca di muri abbandonati da riportare in vita, con nuove forme e colori.

Rocco, un cuoco con la passione con i graffiti. Come è possibile?

«Mi sono trasferito da Bari per lavoro. Ormai sono 10 anni che sono cuoco in un ristorante vicino a Mesero, mio paese adottivo. Parallelamente, grazie ad alcuni amici, ho scoperto l’arte del Graffiti Writing che mi ha preso tantissimo, tanto che non ne posso fare più a meno».

Una passione che ti sta portando in giro per tutt’Italia e non solo.

«Vero, abbiamo lasciato il nostro segno in tutta Italia. Siamo stati in Polonia, Germania. Ci invitano e noi partecipiamo con grande entusiasmo. Causa Covid, ci siamo fermati un po’ ma abbiamo tanti progetti in avvio».

Ad esempio?

«Stiamo per realizzare diversi murales, a tema Looney Tunes, per un asilo di Inveruno, paese limitrofo al mio. Un progetto al quale teniamo particolarmente. C’è tanto muro da fare».

È come se per lei fosse una missione.

«Lo è, assolutamente. Noi chiediamo ai vari Comuni se hanno dei muri abbandonati o imbruttiti. La mia ragazza mi aiuta molto in queste faccende amministrative. Quando ci concedono i permessi, iniziamo a lavorarci. Garantiamo sempre che non faremo mai murales a sfondo politico o sessuale e non offenderemo nessuno. A Mesero, il parco del paese era davvero spoglio. Prima ci hanno dato una piccola parte da ricolorare poi, visti i risultati, ci hanno permesso di usare tutti i muri del parco».

Quanto tempo ci vuole per realizzare un murale?

«Dipende dalle dimensioni del muro. Solitamente due o tre giorni. In Polonia abbiamo realizzato un murale ispirato alla cultura italiana, enorme. Oltre 40 metri di muro. Ci ha distrutto ma, in tre giorni, l’abbiamo completato. Cultura italiana, del Sud, su un muro polacco. Il top».

Parla sempre al plurale, non lavora da solo.

«Ho delle crew che mi accompagnano nelle mie missioni: 1030 e DPC. Insieme sogniamo di poterci esibire anche negli Stati Uniti, magari a New York. L’America è la patria dell’hip hop. Sarebbe un sogno».

Quali sono i suoi cavalli di battaglia?

«Mi piacciono le lettere e i fumetti. Sono cresciuto negli anni Novanta. Dragonball è il mio anime preferito e, di conseguenza, i personaggi di quel cartone animato li adoro. Ho anche un tatuaggio in onore a Dragonball. Comunque, non c’è problema. Credo che abbiamo le qualità per dare vita a qualsiasi tipologia di murale. L’importante è che ci sia lo spazio per creare».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Luglio 2021, 06:00
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