Milano, vaccninazioni: via al primo hub aziendale per dipendenti e parenti
di Simona Romanò

Milano, vaccinazioni: via al primo hub aziendale per dipendenti e parenti

Con una capacità di mille vaccinazioni anti-Covid al giorno, l’hub di Unipol, nella sede milanese della società, dà il via al contributo delle grandi aziende alla campagna di profilassi massiva.

HUB AZIENDALI Ieri, nel palazzo di via de Castilla, a pochi passi dal Bosco Verticale, è stato inaugurato il primo centro vaccinale aziendale gestito da UniSalute, con cinquanta addetti, fra medici, infermieri e operatori. Primo giorno 100 dosi. «Diamo un aiuto allo sforzo che sta facendo il servizio pubblico», ha dichiarato l’amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri. «Il privato deve essere complementare: le vaccinazioni sono rivolte ai nostri dipendenti, agli agenti, ai loro familiari e a tutte le aziende che hanno fatto richiesta di questo servizio a UniSalute». Le iniezioni in azienda sono possibili grazie ad uno scambio continuo di dati con Ats che, sulla base delle richieste, manda giorno per giorno le fiale. Gli immunizzati sono poi registrati sul portale regionale come se la persona si fosse vaccinata presso il servizio pubblico. Lo sguardo è rivolto soprattutto all’autunno quando, con tutta probabilità, i grandi hub non esisteranno più e potrà essere necessario un terzo richiamo. «Dopo Unipol, in questa settimana, si aggiungeranno Pirelli, Mediaset, Amazon, 3M e Campari»,ha aggiunto l’assessora al Welfare Letizia Moratti, presente ieri in via de Castilia.

PROFILASSI Il traguardo della prima dose a tutti i lombardi che ne hanno fatto richiesta entro il 30 luglio potrebbe avvicinarsi. «Perché dallo scorso 10 maggio al 6 giugno abbiamo ricevuto circa 3 milioni dosi e sono previsti incrementi», ha spiegato Moratti. Quindi, la Lombardia può correre più veloce: «Nel weekend abbiamo superato le 100mila iniezioni e se ci arriveranno più dosi potremmo arrivare a 120mila garantendo così a tutti i cittadini la prima puntura entro il 10 luglio».

TERZA DOSE «La Lombardia non sarà impreparata», ha precisato poi l’assssora. Chiederà al più presto un incontro con il governo, «affinché ci dia un piano del prossimi mesi, per sapere se saranno necessari altri richiami».


Ultimo aggiornamento: Martedì 8 Giugno 2021, 06:45
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