Carte false per il reddito di cittadinanza: venivano dall'estero per intascarlo ma non sapevano l'italiano: 50 denunciati
di Greta Posca

Carte false per il reddito di cittadinanza: venivano dall'estero per intascarlo ma non sapevano l'italiano: 50 denunciati

Facevano i pendolari dall’estero per incassare ogni mese uno stipendio particolare. Quella del reddito di cittadinanza. Peccato che quei lavoratori che arrivavano da Austria, Germania e Romania, pur avendo i documenti italiani, di italiano non sapevano una parola. Ma non era necessario perché al capolinea degli autobus trovavano un accompagnatore-interprete con cui si presentavano agli sportelli delle Poste per ritirare la card su cui sarebbe stata caricata mensilmente la cifra. Una volta ottenuta la carta la consegnavano all’uomo dell’organizzazione (pagato 100 euro) e tornavano al proprio Paese di origine, ricevendo la propria percentuale.

LE DENUNCE Sono 50 le persone denunciate, 2 arrestate, in gran parte romene (e otto organizzatori rom) per truffa aggravata nel corso dell’indagine del Compartimento Polizia Postale coordinata dalla Procura, battezzata dalle forze dell’ordine «Stop easy money». Un lavoro iniziato nel settembre 2020 osservando i flussi di stranieri agli sportelli postali. Gli investigatori si sono insospettiti, perché molti di loro avevano documentazione per il reddito di cittadinanza, disponibile per gli stranieri comunitari dopo 5 anni di residenza in Italia e dopo dieci per gli extracomunitari. In molti casi, pur avendo l’istanza tra le mani, mancavano però di un requisito fondamentale: non avevano alcuna conoscenza dell’italiano.

L’ORGANIZZAZIONE La sua base in zona via Selinunte, grazie a due italiani di 40 e 60 anni impiegati per i Caf, i Centri per l’assistenza fiscale, ritenuti compiacenti e che svolgevano attività di intermediari con l’Inps. Il sistema era ben collaudato: lo straniero riceveva sul proprio cellulare il messaggio di conferma dell’attivazione del servizio e partiva per l’Italia. Una volta uscito dall’ufficio la card all’intermediario che smistava i soldi verso un’altra carta di credito dell’organizzazione con la causale «pagamento affitto». A quel punto, ogni mese, la banda incassava.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Ottobre 2021, 06:45
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