Milano, rapinano una sala slot con un fucile a pompa: è allarme sicurezza

Milano, rapinano una sala slot con un fucile a pompa: è allarme sicurezza
Allarme sicurezza a Milano. Dopo che due marocchini hanno rapinato quattro persone uccidendo un giovane del Bangladesh in via Settembrini, vicino alla Stazione Centrale, la notte scorsa due italiani hanno rapinato a volto scoperto e armati di fucile a pompa una sala slot cinese. Il proprietario e una dipendente - di 29 e 21 anni - sono stati immobilizzati con delle fascette di plastica. Sono riusciti a dare l'allarme solo questa mattina alle 8. I rapinatori erano scappati con un bottino di quattromila euro e con l'hard disk del sistema di sicurezza del locale. Secondo il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ormai «la situazione inizia ad essere poco sotto controllo. Stiamo arrivando a livelli insostenibili. Inutile che si dica che le percentuali sono diminuite. Il problema è che dobbiamo garantire anche la serenità e la sicurezza percepita dai cittadini, non documentare le percentuali».

Nel frattempo, il Comune sta mettendo a punto il regolamento per il Daspo urbano, che da settambre è stato adottato in una trentina di casi. «Qualcuno dice che non si vogliano utilizzare gli ordini di allontanamento. Non è vero - assicura il vicesindaco Anna Scavuzzo, che è assessore alla Sicurezza - vogliamo però usarli in modo che siano efficaci». Da domani le pattuglie miste militari-forze dell'ordine saranno presenti anche nella zona di Brera. Restano intanto nel carcere di San Vittore, Abderahim Anass e Saad Otmani, i marocchini fermati dai Carabinieri dopo una notte di rapine terminate con l'omicidio di Samsul Haque Swapan vicino alla Stazione Centrale. Domani, il gip Laura Marchiondelli deciderà la convalida dell' arresto.

La vittima era arrivata in Italia cinque anni fa per cercare fortuna. Lavorava in un caffé del centro e con lo stipendio manteneva la famiglia (era il più grande di cinque fratelli) e la moglie. I giornali locali in Bangladesh raccontano del dolore dei parenti, della paura per la sicurezza della comunità bengalese in Italia, e anche del problema della sepoltura. Questione di cui si sta interessando il Comune, anche se se ne parlerà fra qualche giorno, una volta eseguita l'autopsia.

Ultimo aggiornamento: Domenica 29 Aprile 2018, 21:38
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