Monza, ucciso a coltellate per strada da due 14enni, preso il mandante. I baby killer assoldati per duemila euro
di Greta Posca

Monza, ucciso a coltellate per strada da due 14enni, preso il mandante. I baby killer assoldati per duemila euro

A 14 e 15 anni lo avevano ucciso a coltellate sotto i portici delle case popolari di via Fiume, a Monza, in una fredda giornata di novembre. E poi si erano giustificati con le forze dell'ordine dicendo che era una vendetta perché, a causa sua, erano entrati nel mondo della dipendenza da droga.

 

Baby killer a Monza, Bruzzone: «Sono stati manipolati, ma erano consapevoli del gesto»

Torre Annunziata, arrestati i quattro assassini di Maurizio Cerrato: ucciso a 61 anni per difendere la figlia


Ma dopo cinque mesi i carabinieri del nucleo investigativo di Monza hanno riannodato tutti i fili che da quei due baby killer conducevano fino al mandante dell'omicidio. E hanno capito da dove arrivasse la furia omicida di due incensurati che hanno accoltellato Cristian Sebastiano, 42 anni. Le indagini, coordinate dal pm di Monza Sara Mantovani sono andate avanti con pazienza per chiarire il movente, che sin dall'inizio non aveva convinto gli inquirenti. I sospetti hanno trovato conferma ieri, quando è stato arrestato Giovanni Gambino, 43 anni: vive nel quartiere San Rocco di Monza, lo stesso dei due giovani e della vittima, e dovrà rispondere di concorso in omicidio volontario e concorso in rapina. L'uomo avrebbe promesso ai due ragazzini un pagamento di un migliaio di euro a testa.

 

Il carcere arriva dopo i racconti di diverse famiglie del quartiere, convocate nei mesi scorsi in caserma e in Procura che hanno permesso di ricostruire le fasi del delitto. Astio e debiti di droga avrebbero creato le condizioni per l'uccisione di Sebastiano, una vita a lottare contro la tossicodipendenza, e già noto alla giustizia per spaccio. Secondo quanto emerso dalle indagini Gambino è ritenuto dagli inquirenti il presunto «concorrente morale, istigatore e agevolatore» del delitto. Lui, come i due minori, era in debito con la vittima per l'acquisto di stupefacenti per qualche centinaio di euro e «avrebbe cavalcato l'onda emotiva» dei due ragazzini, spingendoli ad aggredire Sebastiano, con la presunta promessa di un migliaio di euro a testa.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 27 Maggio 2021, 09:57
© RIPRODUZIONE RISERVATA