A Milano la scuola riparte con la rivoluzione oraria, tra mezzi pubblici potenziati e proteste contro le classi pollaio
di Simona Romanò

A Milano la scuola riparte con la rivoluzione oraria, tra mezzi pubblici potenziati e proteste contro le classi pollaio

Ieri rientro in classe per studenti di medie e superiori e “stress test” per il trasporto pubblico alle prese con i nuovi orari della città. Risultato: test superato, quasi senza intoppi. Il sistema, nel primo giorno di semi-normalità scolastica nella zona arancione, caratterizzato da una nuova protesta davanti al Provveditorato, ha retto il ritorno a scuola degli studenti di seconda e terza media e dei primi 10mila delle superiori (un istituto su tre ha riaperto). Soltanto qualche problema in metrò, dove tra le 7 e le 10, i “controllori” hanno chiuso, fanno sapere dall’azienda, «quaranta volte i tornelli per rispettare la capienza massima del 50%». Il piano ha funzionato: 100 le navette che hanno debuttato per collegare i 30 plessi più frequentati, oltre 400 gli steward per indirizzare i flussi degli studenti. E ancora: vigili anti-ressa davanti le scuole e forze dell’ordine sulle banchine per evitare assembramenti. I vertici Atm, precisano che «in generale la situazione è stata regolare» e continuano ad essere sorvegliate speciali le zone dove si concentrano più plessi con migliaia di iscritti: da Affori a Famagosta. Le scuole hanno fatto sicuramente la loro parte, organizzando gli ingressi su due turni, sotto la supervisione della prefettura (il 35% dei ragazzi sono entrati entro le 8 e il 15% alle 9.30). Ma ad alleggerire i mezzi, nella fascia critica, ha contribuito l’ordinanza del Comune, che impone le aperture differenziate di negozi non alimentari, uffici e aziende. Tra oggi e venerdì si capirà se il sistema “regge”, dato che tutte le superiori riapriranno con la didattica in presenza al 50%. Da alcuni licei, il Bottoni per esempio, viene lanciato un appello a studenti e insegnanti «perché vadano a scuola in bici o a piedi». E nel giorno della ripresa non si sono fermate le proteste. Contro la formazione di «classi pollaio», il comitato Priorità alla scuola ha manifestato davanti all’ufficio scolastico regionale di via Polesine. «È imperativo ridurre il numero di alunni per classe», hanno spiegato gli organizzatori. «Non più di 20 studenti a classe».


Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Gennaio 2021, 08:51
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