Milano, nuovo San Siro: oggi il primo dibattito pubblico a Palazzo Marino (o in streaming)

Milano, nuovo San Siro: oggi il primo dibattito pubblico a Palazzo Marino (o in streaming)

di Simona Romanò

 Milan, Inter e la città si preparano al dibattito pubblico sul nuovo stadio di San Siro di proprietà dei club. Oggi, alle 17, a Palazzo Marino, inizia il confronto tanto atteso: sul sito dpstadiomilano.it ci sono tutte le informazioni per partecipare (in presenza o online) al primo incontro, chiedere ed ottenere chiarimenti, proporre soluzioni migliorative.

ADDIO MEAZZA Nel frattempo, le squadre hanno mostrato il loro progetto che prevede un cambio di forma della Cattedrale (più ammorbidita rispetto a quella inizialmente disegnata, ma ancora da rivedere); la totale demolizione del Meazza, oltre a un parco di 103mila metri quadrati. Obiettivo: un’arena da 60-65mila posti alta circa la metà dell’attuale San Siro. E proprio sull’abbattimento della scala del calcio milanese - senza la possibilità di mantenete elementi storici come ricordo di un passato glorioso come più volte richiesto dal consiglio comunale – si è già pronunciato Paolo Scaroni, presidente del Milan: «Ristrutturare il vecchio impianto è impossibile e pericoloso. Come facciamo a giocare 50 partite più altri eventi con un mega cantiere in cui ogni sei giorni entrano 50 mila persone?». Quindi, «o facciamo il nuovo stadio a San Siro oppure lo facciamo da un’altra parte». Il messaggio nemmeno tanto velato: le ex aree Falck a Sesto San Giovanni potrebbero essere l’alternativa. Indietro non si torna. «Il vecchio San Siro non era possibile mantenerlo rispettando la riduzione dei volumi chiesti dal Comune. Poi sulla memoria possiamo sbizzarrirci con tante idee», ha aggiunto l’amministratore delegato dell’Inter Alessandro Antonello.

VALORE AGGIUNTO Per l’ad nerazzurro «il nuovo sarà un valore aggiunto non solo per i club, ma anche Milano e i cittadini, con le squadre pronte a investire 1,3 miliardi»: «Abbiamo obiettivi sportivi ma anche ambientali, sociali e sostenibili, infatti, abbiamo rimodulato le volumetrie, più che raddoppiato il verde e diventerà la più grande zona a traffico limitato della città».

DIBATTITO Coordinato da Andrea Pillon, il confronto si articola in 13 appuntamenti (l’ultimo il 18 novembre): cinque pubblici, altri cinque tecnici e due sopralluoghi. Infine, la presentazione della relazione finale di Pillon.

TEMPI & COSTI I cantieri inizieranno nell’ultimo semestre del 2024 e il taglio del nastro sarà nel 2028. «Non ci sono i tempi per aprire le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 nel nuovo impianto», ha spiegato Scaroni. «Ci vorranno tre o quattro mesi per l’approvazione del progetto, poi, altrettanti per il bando di gara».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Settembre 2022, 06:55
© RIPRODUZIONE RISERVATA