Milano, marocchino ucciso a coltellate: l'omicida resterà in carcere

Il 27enne Hamza Fatihi, connazionale della vittima, ribadisce di aver agito per legittima difesa

Milano, marocchino ucciso a coltellate: l'omicida resterà in carcere

Omicidio in via Marco D'Agrate a Milano, la Procura chiede la convalida del fermo e della misura cautelare in carcere per l'omicida. Il 27enne marocchino Hamza Fatihi è accusato di aver ucciso un suo connazionale con una coltellata, al culmine di una lite avvenuta nella notte tra sabato e domenica.

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Il 27enne arrestato sarà interrogato domani mattina dal gip Lorenza Pasquinelli, che dovrà decidere sulla convalida e sul provvedimento cautelare. Già nell'interrogatorio davanti al pm Francesco De Tommasi, nell'inchiesta della Squadra mobile milanese, il 27enne, difeso dal legale Giuliana Bonfardeci e che quella sera aveva assunto cocaina, ha ammesso di aver colpito con un coltello la vittima (22enne, pare, ma non ancora identificata con certezza), ma ha spiegato di aver agito per legittima difesa, perché il connazionale avrebbe cercato di colpirlo a sua volta sempre con un coltello.

Le indagini dovranno chiarire anche il motivo della lite nell'abitazione, dove il 27enne viveva con la compagna incinta (stando alla versione del fermato, sarebbe stata presa a calci dal 22enne) e dove quella notte la vittima, dopo che i due erano stati assieme in un locale, era salito e pare attendesse anche l'arrivo della sua fidanzata. Il movente potrebbe essere legato all'occupazione dell'appartamento nel quale, oltre al fermato e alla compagna, viveva anche un terzo uomo e dove anche la vittima avrebbe voluto stare assieme alla fidanzata.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Febbraio 2022, 15:40
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