Milano per Gaber, cinque giorni di eventi online
di Ferruccio Gattuso

Milano per Gaber, cinque giorni di eventi online

Pandemia o no, l’omaggio ci sarà. A suo modo, regala una particolare suggestione il fatto che la nuova edizione di “Milano per Gaber” sia in calendario da oggi al 23 marzo, in piena ricorrenza delle Cinque Giornate.

Milanesità doc, per un personaggio “adottato” che ha dato alla città particolare motivo di orgoglio. Sarà un’edizione tutta in digitale nella quale l’omaggio al Signor G correrà in free streaming grazie all’intervento di YouTube (pagina della Fondazione Gaber) e PiccoloTv, il canale video del Piccolo Teatro. «L’approdo alla rete – spiega il presidente della Fondazione Paolo Dal Bon – più che una difficoltà è stata un’opportunità. Questi nuovi linguaggi ci permettono di raggiungere un numero maggiore di giovani, per raccontare loro l’attualità del messaggio di Gaber».

Saranno sei serate per altrettanti appuntamenti, con l’apertura stasera affidata ad Ambra Angiolini, protagonista di uno spettacolo nel quale si affrontano letture di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, pittore, scultore e co-autore dei testi del Signor G. Tra i protagonisti della manifestazione non mancano Francesco Centorame (21 marzo), tra i maggiori conoscitori del repertorio gaberiano e Paolo Rossi, che con l’incontro-spettacolo “Riflessioni e improvvisazioni” ripercorre il suo rapporto con la tradizione dello spettacolo milanese: sarà lui a chiudere la manifestazione martedì 23. Nel cartellone spicca anche “Omaggio a G – Io ci sono” (domani) teatro-concerto ideato da Lorenzo Luporini, nipote di Giorgio Gaber. Protagonisti Michele Bravi, Eugenio in Via di Gioia e N.A.I.P., emerso nell’ultima edizione di X Factor: in scaletta loro canzoni del repertorio e riletture di brani di Gaber.

L’incontro “Far finta di essere sani” di sabato 20 marzo vede invece sul palcoscenico virtuale del Piccolo la giornalista e conduttrice Mia Ceran e lo scrittore Premio Strega Jonathan Bazzi, mentre lunedì 22 tocca a Flavio Oreglio con il suo “Cabaret – L’arte ribelle”. Sul palco, uno storytelling performativo nel quale Oreglio, accompagnato dal gruppo Staffora Bluzer, coinvolge alcuni giovani provenienti dalla periferia milanese. Purista del cabaret, Flavio Oreglio è il fondatore e direttore dell’Archivio Storico del cabaret con sede nella sua Peschiera Borromeo.

«Che cosa avrebbe detto oggi Gaber della sua Milano silenziata dalla pandemia? – conclude Paolo dal Bon – certo nulla di banale. Giorgio ha sempre avuto una visione in anticipo sulle cose, ognuno di noi dovrebbe andare a riascoltarsi le sue canzoni. Vi troverebbe una risposta, o un aiuto, personale. E questa è la forza dei classici».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Marzo 2021, 06:00
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