Covid a Milano, Faccini: «Mille nuovi casi al giorno e ognuno ha 20 contatti: così il tracciamento è andato in tilt»
di Simona Romanò

Covid a Milano, Faccini: «Mille nuovi casi al giorno e ognuno ha 20 contatti: così il tracciamento è andato in tilt»

«Il tracciamento dei positivi, a Milano e provincia, non è più lo strumento per contenere la pandemia: la diffusione del Covid è troppa impetuosa in un’area di oltre 3 milioni di abitanti». Lo ammette Marino Faccini, responsabile della Struttura profilassi malattie infettive dell’Ats Milano, a capo della squadra di contact tracer, i cacciatori di positivi.

 

Perché il meccanismo è andato in tilt?

«L’onda dei contagiati cresce troppo e con rapidità: nessun sistema sanitario reggerebbe. Spiego: ogni positivo ha avuto una media di 20 contatti. Quindi, a Milano città, per esempio, con circa 1000 nuovi infettati al giorno si parla di 20mila persone da rintracciare. È uno sforzo immane su due fronti, perché prima di tutto dobbiamo intervistare ogni positivo e questa non è un’attività da call center di due minuti. I colloqui sono lunghi anche più di un’ora: ricostruiamo i contatti fino a 2 giorni prima, il tipo di rapporto avuto con ogni individuo, la durata, la vicinanza, l’uso della mascherina».

 

Voi contact tracer come state reagendo?

«Andiamo avanti, al lavoro dalle 6 del mattino a sera inoltrata. Da 100 saremo 150, ma non possiamo svuotare il mare con il secchiello. Ora ci aiutiamo con i supporti informatici: mandiamo un sms al positivo per informarlo e sul sito dell’Ats può segnalare i conviventi, presi in carico con il tampone».

 

Il virus è sfuggito davvero di mano?

«Aveva qualche dubbio? Ci sono ambiti che preoccupano».

 

La scuola è uno di questi?

«Settimana scorsa, nelle scuole dell’Ats Miano, erano 4500 gli isolati perché contatti stretti di un positivo. I focolai, con più malati, sono alle superiori, dove teoricamente i ragazzi dovrebbe essere più capaci di rispettare le regole. E tanti altri focolai sono fra coloro che praticano sport di contatto».

 

Senza tracciamento la battaglia di Milano si combatte con un’arma spuntata?

«Con le nuove misure restrittive dobbiamo riportare i contagi a un livello tale per cui il tracciamento sia ancora efficace. Ma ci devono aiutare i cittadini».

 

Ovvero?

«Tutti devono ragionare con estrema responsabilità: Ats ed ospedali, da soli, non riescono a reggere l’onda ed essere la diga antivirus».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Ottobre 2020, 08:54
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