La nuova Lombardia: en plein Meloni, solo Milano fortino del centrosinistra. Ricandidatura di Fontana in salita dopo il ko del Carroccio

La nuova Lombardia: en plein Meloni, solo Milano fortino del centrosinistra. Ricandidatura di Fontana in salita dopo il ko del Carroccio

di Paola Pastorini

En plein Giorgia Meloni, che espugna la Lombardia. Affermazione netta del centrodestra con il 50,4% dei voti al Senato ma a traino di Fratelli d’Italia, che ribaltano i rapporti con Lega. Il centrosinistra si ferma al 27% e solo a Milano e Mantova vince la sinistra. Milano diventa una sorta di “riserva indiana” in cui dominano i dem e Terzo Polo. E proprio a Milano centro il Terzo Polo diventa il primo partito con il 30%, ma il partito di Calenda è il vero Terzo Polo in Lombardia.

NUOVI EQUILIBRI Al Senato il centrosinistra ha vinto una sola sfida, a Milano, e due alla Camera sempre nel capoluogo. Al Senato si è fermato al 27,22, con il Pd al 19,23, il Terzo polo ottiene il 10% e il Movimento 5 stelle il 7,30 mentre il centrodestra è arrivato al 50 grazie al 27,75% del partito di Giorgia Meloni. Lega si ferma al 13,95, Forza Italia al 7,97 e Noi Moderati all’1,02%. Verdi più Sinistra ottengono 3,8%, Unione popolare 1,10%.

VITTORIE E SCONFITTE Nelle sfide dirette il centrosinistra conquista solo tre collegi uninominali su 34, tutti a Milano città. Nel capoluogo solo la forzista Cristina Rossello la spunta nel collegio Bande Nere. Per il resto, in centro Benedetto Della Vedova batte Giulio Tremonti mentre Bruno Tabacci vince a Milano Loreto. Anche nel collegio uninominale al Senato Antonio Misiani del Pd batte la leghista Maria Cristina Cantù. Ma per gli altri uninominali il resto della Regione è tutto per la coalizione della Meloni. Giancarlo Giorgetti a Sondrio, Riccardo De Corato a Rozzano, e Maurizio Lupi a Lecco. Idem per il Senato dove la destra vince 10 a 1 nei collegi uninominali. A Monza Silvio Berlusconi supera il 50% delle preferenze e addirittura a Cremona Daniela Santanché doppia Carlo Cottarelli. Fra i risultati più clamorosi la sfida Rauti-Fiano a Sesto San Giovanni, ormai ex Stalingrado d’Italia. Qui la figlia di Pino ex segretario del Msi, fra i fondatori della Fiamma tricolore, ha fatto fuori Emanuele Fiano (Pd), figlio di Nedo, sopravvisuto ad Auschwitz.

IL CASO FONTANA La débacle del Carrocci mette in discussione la ricandidatura di Attilio Fontana alle regionali 2023, dove l’ombra della vice Letizia moratti avanza sempre più minacciosa. Subito ieri Matteo Salvini ha sottolineato: «Squadra che vince non si cambia». Fontana ha rilanciato deciso verso il bis: «Avremo un governo in carica per i prossimi anni e così sarà per la Lombardia, con me, nel prossimo futuro». Ma per la Letizia Moratti l’obiettivo resta il Pirellone. E mentre Paola Frassinetti, deputata di Fdi rieletta, afferma che sulla scelta finale «la nostra posizione inciderà sicuramente», Ignazio La Russa smorza i toni: «Discuteremo di tutte le Regioni partendo da coloro che sono già presidenti, come Fontana in Lombardia».


Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Settembre 2022, 13:13
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