Milano come Barcellona: boom dehor per bar e ristoranti

Milano come Barcellona: boom dehor per bar e ristoranti

di Simona Romanò

Milano come Barcellona o Madrid, con un tripudio di tavolini all’aperto dove bere un caffè, pranzare, sorseggiare l’aperitivo o cenare. E si conferma il boom del take away, così come in America: i clienti chiedono di portare via anche l’espresso o il cappuccino. «Il Covid ha modificato le abitudini e il nuovo modello di città, che è stato disegnato durante la pandemia per convivere con il virus, sembra destinato a proseguire anche con la fine dell’emergenza», spiega Fabio Acampora, vicepresidente dell’Associazione dei pubblici esercizi di Milano (Epam) e titolare di otto locali fra ristoranti e lounge bar.  I milanesi vogliono stare all’aria aperta e i ristoratori si adattano.

PASSIONE TAVOLINI  Oltre l’80% dei plateatici “provvisori”, spuntati in piena emergenza sanitaria, sono destinati a rimanere. E potranno essere abbelliti e resi più comodi. Gli esercenti avevano tempo fino al 15 aprile per presentare la domanda di rinnovo, facendoli diventare permanenti. Risultato? Al Comune sono giunte circa 2.800  richieste sulle 3.700 concessioni straordinarie, che erano state vitali dopo i mesi durissimi del lockdown. «Bere e mangiare all’aperto è un’abitudine apprezzata, anche per proteggersi dal virus. Indietro non si torna: ci chiedevano un tavolino anche quando faceva freddo», aggiunge Acampora. «Figuriamoci con l’arrivo dell’estate. E dopotutto vivere di più all’aperto è una bella novità per Milano, un po’ come accade a Madrid o Barcellona». Non importa che dal 1° aprile i ristoratori tornano a pagare la tassa di occupazione del suolo (Cosap), sospesa durante l’emergenza: nel centro storico per le strutture cosiddette “leggere” (tavoli, sedie e ombrelloni) circa 400 euro al metro quadro all’anno; fuori da Zona 1 circa 120 euro. Fino a dicembre è previsto lo sconto del 20%.

PIÙ REGOLE Non c’è più quel “liberi tutti” che si è visto in questi due anni e che ha fatto infuriare molti residenti dei luoghi del divertimento e non solo, perché Palazzo Marino ha stilato una normativa più severa, per cui  è più difficoltoso montare tavoli e sedie. Gli uffici hanno tempo fino al 30 giugno per rispondere alle richieste.

TENDENZA TAKE AWAY Aumenta la voglia del take away, che era concesso anche quando il virus mordeva e costringeva alla chiusura delle attività «I clienti portano via perfino il caffè, per consumarlo a casa o in ufficio. Non era una moda tipicamente milanese, ma più americana. Ora, invece, imperversa», conclude Acampora. 


Ultimo aggiornamento: Sabato 30 Aprile 2022, 16:52
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