Scuola, a Milano caos ripartenza: incognita Covid e no-vax. «Tremila docenti in meno»

Scuola, a Milano caos ripartenza: incognita Covid e no-vax. «Tremila docenti in meno»

di Lorena Loiacono

In Lombardia si torna in classe oggi, una minima prima parte, e il resto lunedì.

Ma quello che troveranno studenti e docenti è un’incognita tutta da capire. Il rischio è che già questa mattina nelle aule milanesi manchino all’appello qualcosa come tremila docenti, circa 12mila in tutta la regione Lombardia. La stima arriva d una prima ricognizione dell’Associazione nazionale dei presidi di Milano: «Sono numeri calcolati per difetto - spiega il presidente Mauro Zeni - questa mattina potrebbero esserci sorprese anche più amare. Da nostre rilevazioni interne siamo sui 10 docenti assenti per istituto, di cui circa 3 in media sono No vax che non saranno in cattedra. Gli altri sono risultati positivi o comunque in quarantena per contatti stretti. Su un totale di 300 istituti a Milano e 1200 in tutta la Lombardia, siamo sulle tremila assenze in città e 12mila in Regione. Sarà difficile poterli sostituire, i supplenti non ci sono. Ogni scuola si organizza come può con ingressi posticipati o uscite anticipate. Saranno settimane complicate».

E così si riapre con disagi enormi, anche alle superiori. Di sicuro in una “scuola-tipo” mancherà all’appello il 10% del corpo docente, visto che alle superiori si lavora con un centinaio di professori. Ci saranno quindi orari ridotti in molti istituti, soprattutto alle superiori dove i ragazzi sono più autonomi. Si parte in salita, quindi, con la Dad da organizzare subito anche per gli studenti assenti per Covid, e ce ne sono già decine in ogni scuola. Senza contare le difficoltà organizzative: è ancora da chiarire, infatti, come potranno le scuole mandare in Dad i non vaccinati, con due positivi in classe, visto che non possono accedere alle informazioni sui vaccini nel rispetto della privacy. E lunedì parte a servizio ridotto anche la scuola dei piccoli: il Comune ha deciso infatti di sospendere il servizio di dopo scuola negli asili nido e nelle scuole d’infanzia, previsto dalle 16.30 alle 18.30. A casa resteranno circa 5000 bambini abituati al dopo scuola. «Si è proceduto in questo modo per assicurare il più possibile il servizio ordinario - aveva spiegato la vicesindaca e assessora all’Istruzione Anna Scavuzzo - che a oggi coinvolge circa 30 mila bambini»


Ultimo aggiornamento: Venerdì 7 Gennaio 2022, 09:45
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