Allarme Covid, a Milano ambulanze in coda ai pronto soccorso: «Peggio di marzo»
di Simona Romanò

Allarme Covid, a Milano ambulanze in coda ai pronto soccorso: «Peggio di marzo»

«È peggio che a marzo, con le ambulanze in coda davanti agli ospedali: anche sei ore di attesa per lasciare un paziente o trasferirlo in un’altra struttura». È l’allarme dei soccorritori: ieri, al mattino, davanti al Fatebenefratelli, ospedale “pulito”, c’era una lunga fila di mezzi di soccorso. Alcuni operatori descrivono l’interno come «un ospedale da campo».

 

La centrale dell’Areu conferma il boom di richieste di intervento fra Milano, Monza, Brianza: mercoledì sono state 2.030, ieri fino alle 17 già 1.936. La sala operativa segnala che «nei pronto soccorso milanesi crescono del 41% gli accessi per motivi respiratori». In città sono «vicini al collasso con situazioni critiche di iperafflusso 8 pronto soccorso».

 

Sotto pressione anche gli anestesisti, pronti allo stato di agitazione in Lombardia (e in Italia), perché il Pirellone ipotizza «ordini di servizio coattivi per far funzionare l’ospedale in Fiera». «Abbiamo dato il massimo dalla scorsa primavera e ora non possiamo pagare il prezzo di una pianificazione tardiva della Regione», spiegano i sindacati. Tutti in campo per contenere la seconda ondata: è di ieri la notizia che riapre settimana prossima l’albergo delle quarantene.

 

Non è l’hotel Michelangelo, come ai tempi della prima ondata Covid, ma la Residenza Adriano, nell’omonimo quartiere: nata per essere una casa di riposo, metterà a disposizione 70 camere per chi è in isolamento e non ha gli spazi necessari a casa propria. Oppure per chi un’abitazione non ce l’ha, come i militari in caserma. Disponibili anche 17 appartamenti per piccoli nuclei famigliari.

 

Fra la paura dell’onda crescente dei contagi, il personale sanitario stremato, tiene ancora banco la polemica per un nuovo lockdown. Per il Comitato tecnico scientifico «è una delle ipotesi previste». E il sindaco Giuseppe Sala ritorna a chiedere chiarezza: «Se si deve fare, voglio essere coinvolto e voglio vedere i dati. Però al momento non c’è un progetto di lockdown».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Ottobre 2020, 08:59
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