Dai bar ai market, a Milano 9 su dieci si tengono la mascherina

Milano non sembra davvero entrata nella nuova fase della fine dell'emergenza: solo i turisti la tolgono

Dai bar ai market, a Milano 9 su dieci si tengono la mascherina

di Simona Romanò

Bye bye mascherina? No, grazie. L’obbligo di indossarla, in moltissimi posti al chiuso, è decaduto dal 1° maggio, ma i milanesi non le dicono addio. Ai commercianti balza all’occhio che nove clienti su dieci continuano a coprirsi il naso e la bocca quando entrano in bar, ristoranti e negozi come se nulla fosse cambiato. «Chi per abitudine, dopo tutti questi mesi di restrizioni, ma soprattutto per prudenza, anche perché non è più vista come una sofferenza», spiega Giuseppe Gissi, dirigente dell’Associazione dei pubblici esercizi di Milano (Epam) e titolare di quattro locali. «E chi non la indossa la tiene al polso, segno che non l’ha abbandonata. Quindi, se per camerieri e commessi esiste ancora l’imposizione, per la clientela è una scelta che va nella direzione della cautela». Sono molto soddisfatti gli esercenti che, tra l’altro, gioiscono perché non devono più controllare il green pass: «Era una procedura che portava via troppo tempo».

PRECAUZIONE. La sensazione è che Milano prova a riconquistare la libertà, ma non sembra davvero essere entrata nella nuova fase della fine dell’emergenza. La vera differenza dal 1° maggio è l’accettazione del rischio di contagio. Un rischio che, però, in pochi vogliono prendersi. Basta fare un giro per negozi per capire che la gente ha ancora timore: nei supermercati è dura trovare qualcuno senza mascherina; così come tra coloro che  fanno la fila dallo storico Luini, il re del panzerotto, o che passeggiano alla Rinascente di piazza Duomo. «Gli unici senza protezione sono gli stranieri, forse perché erano già abituati nei loro paesi. Gli italiani, invece, sono ancora molto scrupolosi», racconta una commessa.

BOTTEGHE. Nei piccoli negozi alimentari, frequentati dagli abitanti del quartiere, si può dire che la totalità dei clienti è “imbavagliata”. «Sono contento di questa tendenza, adottata da tutti, indistintamente dall’età, perché non volevamo che fosse  un liberi tutti, visto che il virus non è passato da un giorno all’altro», commenta Matteo Cunsolo, presidente dell’Associazione panificatori Milano e Province di Confcommercio, che all’età di 22 anni ha aperto La Panetteria a Parabiago nel milanese. «Abbiamo imparato l’importanza della mascherina ed io la farò indossare dai commessi del mio negozio anche quando  non sarà più obbligatoria».

ESPERTI. Sono gli stessi esperti che invitano all’attenzione. «La mascherina è da considerare un po’ come gli occhiali da sole: da portare con sé e utilizzare se c’è necessità», avverte il virologo dell’università degli Studi, Fabrizio Pregliasco.


Ultimo aggiornamento: Sabato 14 Maggio 2022, 11:05
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