Assalto dei bimbi ai centri tamponi. L'allarme dei pediatri: «Rischio caos, cambiamo le regole»
di Simona Romanò

Assalto dei bimbi ai centri tamponi. L'allarme dei pediatri: «Rischio caos, cambiamo le regole»

Presi d’assalto gli otto punti Covid destinati ai tamponi “scolastici” dei bambini. Sulla scia di una psicosi generata da presunti contagi sono tantissime le famiglie che accompagnano i figli e pretendono il test senza una motivazione valida.
«Il suo compagno ha la tosse» è il ritornello delle mamme. Al varco baby del San Carlo un’intera scolaresca si è presentata per chiedere il tampone in via precauzionale, perché uno degli studenti era stato testato al mattino e nessuno voleva attendere il referto. Un’impresa titanica far capire che la procedura prevede un’autocertificazione: se i sintomi si manifestano a scuola è validata del preside; se il bambino è assente è compito del pediatra. Già così c’è qualcosa da sistemare nelle regole. Perché la prudenza delle scuole «sfiora l’eccesso e chiedono di “tamponare” per un naso che cola». Lo dice Gian Valerio Zuccotti, direttore e responsabile di pediatria del Buzzi, presente al tavolo in Regione per migliorare (entro la prossima settimana) i protocolli sanitari. «In questa fase è indispensabile che a decidere se tamponare sia sempre il pediatra, altrimenti – prosegue - da ottobre in poi, quando le banali forme virali circoleranno maggiormente, sarà caos». «Non possiamo obbligare i bambini a processioni ingiustificate ai punti Covid – aggiunge - dallo scorso venerdì pomeriggio a lunedì, in 12 ore, al drive in del Buzzi si contano 300 tamponi. Soltanto uno con referto positivo».
I numeri danno ragione a Zuccotti che esclude, ad oggi, «l’impennata della curva dei contagi nelle scuole». L’Ats della Città Metropolitana, dall’inizio dell’anno scolastico a lunedì, ha rilevato 27 alunni positivi (14 a Milano città) e 6 operatori che hanno costretto alla quarantena 435 persone. Allargando il campo: in Lombardia, degli oltre 30mila tamponi in età scolare, 439 i positivi (l’1,45%). «Solo un’associazione di sintomi deve imporre il controllo e non crediamo necessaria la quarantena della classe per un solo caso», suggerisce Zuccotti. Se ne parlerà in Regione.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Settembre 2020, 06:00
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